“Carlotta e il giovane Werther” Goethe riletto al femminile

L’AQUILA. “Carlotta e il giovane Werther”è il titolo dello spettacolo liberamente ispirato a “I dolori del giovane Werther” di Goethe, prodotto e realizzato da Gli Artimanti con testo e regia di...
L’AQUILA. “Carlotta e il giovane Werther”è il titolo dello spettacolo liberamente ispirato a “I dolori del giovane Werther” di Goethe, prodotto e realizzato da Gli Artimanti con testo e regia di Manuel Capraro, interpretato da Federica Di Cesare, Lorenzo Giovannetti e Massimo Sconci, che andrà in scena questa sera, ore 21, nelle sale del Muspac –Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea in Piazza D'Arti all’Aquila.
Carlotta è una donna dedita alla sua famiglia composta da suo marito, suo padre e i suoi sei fratelli, affidati a lei dopo la morte della madre. Ma cosa desidera veramente Carlotta? Mentre si prende cura dei suoi cari la giovane riflette sulla sua condizione. Poi l’incontro con Werther, un giovane pieno di vita – l’opposto del marito Alberto, uomo rude e tradizionalista – che diventa all’improvviso centrale nella sua vita. Il rapporto tra Carlotta e Werther sembra superare la semplice amicizia, il loro modo di relazionarsi, per tutta l’opera, è intimo e confidenziale. «Dopo avere analizzato il romanzo dal punto di vista femminile e non maschile, anche attraverso la lettura del saggio di Thomas Mann», si legge nelle note dello spettacolo, «si è deciso di utilizzare Carlotta e la sua storia per parlare di un fattore importante inerente al ruolo della donna “moglie e madre” nella nostra società. Grazie al romanzo “I dolori del giovane Werther” si percepisce la passione, la libertà e la fantasia interna alla sfera femminile. La domanda che è emersa è dunque stata: “E se invece di essere di Werther i dolori fossero di Carlotta? E se con la sua immaginazione e la sua voglia di evadere dalla realtà avesse lei inventato la figura di Werther?” Un amante passionale, un vento di emozione e libertà che possa distoglierla da una vita di doveri e da un marito banale e incurante».