Checco Zalone superstar ruba la scena tra rapper, virologi e favole “scorrette”

Il comico incontenibile: «Per le querele, foro competente è Amadeus» Commozione e standing ovation per l’omaggio a Monica Vitti
SANREMO. Si apre con la toccante standing ovation in onore di Monica Vitti, scomparsa proprio ieri, la seconda serata del Festival di Sanremo. «Ci tenevamo tantissimo a iniziare in maniera diversa», dice Amadeus, «con il sentimento e l’amore per una grande donna e una grande attrice. La sua scomparsa è un lutto non solo per il cinema italiano ma per l’intero paese».
Visibilmente emozionata, arriva sul palco Lorena Cesarini, co-conduttrice di Amadeus per questa seconda serata. «La prima volta che mi ha visto si è messa a piangere», dice Ama. «È perché sei tu quello che mi ha voluta qui, mi fai emozionare», risponde lei e con la voce un po’ tremante fa il suo monologo sul razzismo. «A 34 anni», racconta, «scopro che non è vero che sono una ragazza italiana come tante, resto nera. Fino ad oggi, nessuno aveva mai sentito l'urgenza di dirmelo» e invece ora «hanno voluto farlo sapere a tutti». Dopo aver letto alcuni insulti ricevuti sui social («L’hanno chiamata perché nera», «l'avranno chiamata per lavare le scale»), l’attrice legge alcuni stralci dal libro dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia. Un monologo che divide subito i social, attirando da una parte un coro di consensi e commenti buonisti, ma anche gli strali degli hater in un fiume di post che la mandano subito in tendenza su Twitter.
Intanto sono passati sul palco Sangiovanni, con Farfalle, motivo orecchiabile fatto apposta per restare in testa, e Giovanni Truppi, con Tuo padre, mia madre, Lucia, bel brano tra parlato e cantato, in cui si sente lo zampino creativo di Pacifico. Le Vibrazioni cantano Tantissimo, ma senza Vessicchio, ancora sofferente per i postumi del Covid: chiudono con l’omaggio a Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh, scomparso nel 2020.
Arriva il ciclone Zalone, che entra nel teatro dalla galleria, «perché questa è la mia gente, amo il popolino». Il comico porta in scena la sua consueta, cinicissima, ironia e non fa sconti a nessuno: scherza sulla commozione che sembra coinvolgere tutti sul palco dell'Ariston («Mi sento un Maneskin»), mette alla berlina il maschilismo di Amadeus, («un giorno capirà che la donna può stare un passo in avanti»), poi rilegge in chiave scorretta e lgbtq la favola di Cenerentola, che ambienta in Calabria. Checco Zalone è irresistibilmente irriverente mentre reinterpreta Mia Martini con «Che ipocrisia nell'universo», che conclude con l'ennesimo doppio senso. Ma mette le mani avanti: «Se ci sono denunce, querele interrogazioni parlamentari, il foro di competenza è di Amadeus». In mancanza di Fiorello, stasera è lui che ruba la scena: nei panni di Ragadi, rapper «tormentato dai demoni del passato» seduto su un cuscino a ciambella, accompagnato dai produttori Cisti e Fellea. «Non sono nato povero, sono poco ricco», rappa. È il disagio di chi «compra i croccantini per il cane Bracco da Cracco», ha «la madre devastata perché in casa ha una sola filippina». Più tardi, il comico torna come Oronzo Carrisi, cugino virologo di Albano. «Pensavo di lasciare la virologia e aprire una carrozzeria», chiosa, «poi è arrivato il Covid. La pacchia, purtroppo sta per finire».
Ma all’Ariston c’è spazio anche per Laura Pausini, che interpreta da ospite Scatola. Intona anche I have a dream degli Abba, subito affiancata dalla voce di Mika e da Alessandro Cattelan, ufficializzando la loro conduzione all'Eurovision Song Contest, che partirà tra cento giorni a Torino, grazie alla vittoria dei Maneskin l'anno scorso.
Per la gara si susseguono sul palco Emma, grintosa ed elegante, con Ogni volta è così; Matteo Romano con Virale, brano dal bel ritmo. Arriva anche Iva Zanicchi ed è la seconda standing ovation della serata. Ditonellapiaga-Rettore si divertono sul palco con Chimica, mentre Elisa, dolcissima, canta O forse sei tu. Canta anche Fabrizio Moro (Sei tu). La gara prosegue con altri giovani: arriva dritto da Sanremo Giovani Tananai, con la sua Sesso occasionale, esibizione funestata da qualche stonatura. E quest’anno riesce a salire sul palco anche Irama, che lo scorso anno cantava dalla camera d’albergo, in quarantena. Canta, bene, Ovunque sarai. Poi un altro debuttante, il bravo Aka7even, con Perfetta così. Chiude le esibizioni della seconda serata la coppia Highsnob e Hu, con una canzone destinata a intasare le programmazioni radio, Abbi cura di te.
In attesa della classifica finale, c’è un concorso nel concorso, quello per scegliere l’inno dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026. Ad eseguire i due brani proposti ci sono Malika Ayane e Arisa: la prima canta Un po’ più in là, la seconda Fino all’alba.
Neppure troppo tardi, poco prima dell’una, arriva la classifica generale dei 25 big in gara: Elisa, Mahmood & Blanco, La Rappresentante di Lista, Dargen D'Amico, Gianni Morandi, Emma, Ditonellapiaga e Rettore, Massimo Ranieri, Irama, Fabrizio Moro, Giovanni Truppi, Noemi, Sangiovanni, Michele Bravi, Rkomi, Achille Lauro, Matteo Romano, Highsnob & Hu, Giusy Ferreri, Iva Zanicchi, Aka 7even, Le Vibrazioni, Yuman, Tananai, Ana Mena