Chieti non va in scena ma prepara il grande ritorno

Marrucino, Piccolo Teatro dello Scalo e Federazione amatori fermati dal virus Pellegrino: «Ripartiremo in autunno con un programma ricco di proposte»
Silenzio in scena. Di quelli davvero assordanti. Luci spente e tanta tristezza.
«Su tutto il dolore per quanto sta accadendo nel mondo intero», spiega Cristiano Sicari, presidente della Deputazione teatrale del Marrucino a Chieti, «e un immenso senso di gratitudine verso quanti sono in prima linea nella lotta contro questo virus. Speriamo di uscirne al più presto ma siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che, per il nostro settore, il ritorno alla normalità sarà più lontano. Interrotta sia la stagione di prosa che quella concertistica proprio in un momento molto positivo per il Marrucino. Ricordo le bellissime giornate, a dicembre, della seconda edizione di “Amami Teatro”, in un clima di immersione totale nel magico mondo del teatro e stavamo preparando, per maggio, un altro appuntamento con la “Maratona di lettura” in collaborazione con diverse associazioni culturali. Ecco, pensiamo di proporla in maniera diversa, lavoriamo sulla prossima stagione e confidiamo, magari, di poter chiudere a settembre il già previsto cartellone di prosa. C’è preoccupazione ma», conclude Cristiano Sicari, «anche tanta voglia di superare questo terribile momento».
Amarezza ma anche estrema determinazione nelle parole del direttore amministrativo del Teatro Marrucino, Cesare Di Martino: «Ancora da valutare con precisione il danno economico di questa situazione, resta la precisa volontà di gestire il tutto, in un futuro più o meno prossimo, riproponendo appuntamenti di alto livello. Sì, guardiamo verso l’autunno verificando con le varie compagnie ed orchestre ogni data disponibile. Si prenderà ovviamente atto delle disposizioni relative al distanziamento degli spettatori ma, in questo momento, voglio sottolineare che diversi abbonati ci hanno fatto sapere di rinunciare ai previsti rimborsi per gli spettacoli che sono stati annullati. E questo, in una situazione così triste», conclude Di Martino, «mi piace considerarlo come un importante segno di appartenenza e apprezzamento verso la nostra istituzione culturale».
Rimandato anche il concerto del maestro Ettore Pellegrino, apprezzato violinista e direttore artistico del Marrucino nonché dell’Istituzione sinfonica abruzzese.
«Sono a casa e approfitto di questi giorni per studiare dedicandomi ad attività di approfondimento che negli ultimi tempi ero stato costretto a trascurare», racconta Pellegrino. «Ma pensiamo di poter comunque ripartire in autunno con un programma ricco di proposte che consentono di avvicinarsi a diversi generi musicali».
Dal prestigioso sipario del Ponticelli e dalle poltrone rosse del Marrucino alle tavole, comunque impregnate di passione, del palcoscenico del Piccolo Teatro dello Scalo.
Circa vent’anni di attività portati avanti con entusiasmo dall’attore Giancamillo Marrone, nel tempo punto di riferimento per tanti giovani, e puntualmente capace di mettere assieme un cartellone di tutto rispetto.
«Stagione interrotta subito dopo lo spettacolo di una compagnia francese», spiega lo stesso Marrone, «ma i sette laboratori che stavamo portando avanti proseguono attraverso monologhi curati dagli allievi. Monologhi inseriti sulla nostra pagina Facebook e comunque in grado di comunicare emozioni e dare continuità ad un lavoro che coinvolge circa cento persone. No, non ci siamo fermati e non ci fermeremo anche se le difficoltà, specie per una realtà che non può contare su contributi pubblici, sono notevoli. Il nostro teatro può contenere al massimo ottanta spettatori e con le disposizioni relative al distanziamento sarà difficile ripartire. Ma ce la faremo, in qualche modo ce la faremo».
Chi va in scena sa che anche le situazioni più imprevedibili non vanno mai subite ma sempre e comunque affrontate e comunque gestite.
Discorso che vale per attori famosi ma anche per l’appassionato popolo delle compagnie amatoriali.
«La rassegna che doveva culminare con l’assegnazione del Premio Marrucino stava riscuotendo grande successo e speriamo di chiuderla nel prossimo autunno», afferma Antonio Potere, presidente regionale della Federazione teatro amatori. «Vivo male questa situazione di preoccupazione ed isolamento, uno stato d’animo che, per parecchi di noi, credo sia forse anche acuito dall’impossibilità di ritrovarsi ogni settimana per le prove di uno spettacolo, dallo stare insieme accomunati da una grande passione. Sul canale You Tube si registrano migliaia di visualizzazioni per le commedie messe in scena dai nostri gruppi negli ultimi anni e la cosa, oltre a gratificarci, ci fa in qualche modo sentire meno distanti».
Lo smarrimento, come in qualsiasi settore, esiste. Ma poi, lo sanno tutti, “lo spettacolo deve continuare ”. È una pausa, solo una pausa. Durante la quale ci si prepara comunque per tornare presto alla normalità, al "contatto" diretto tra pubblico e artista.
Non potrebbe essere diversamente condividendo una riflessione dello stesso Giancamillo Marrone: «Perché si va a teatro ? Per essere abbracciati. E poi questo abbraccio lo portiamo via con noi. Per sempre».
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