Chiude il Flic con una piece teatralee due serate di danza al Fenaroli

8 Settembre 2022

LANCIANO. Ultimi eventi del VIII edizione di FLIC, Festival Lanciano in Contemporanea: questa sera appuntamento alle 21 al Polo museale Santo Spirito con il teatro di Sonia Barbadoro e Francesco...

LANCIANO. Ultimi eventi del VIII edizione di FLIC, Festival Lanciano in Contemporanea: questa sera appuntamento alle 21 al Polo museale Santo Spirito con il teatro di Sonia Barbadoro e Francesco Villano. In scena Il Giardino, presentato in prima nazionale e tratto da un testo breve di Zinnie Harris, autrice tra le più apprezzate della scena britannica contemporanea. Protagonista è una coppia senza figli, prigioniera della monotonia della quotidianità in una città americana. Quando dal linoleum della loro fatiscente cucina nasce un alberello di melo, tra depressioni e frustrazione si fa strada una speranza: è l’Eden ritrovato o una disperata illusione? La catastrofe del cambiamento climatico prende nelle vite dei personaggi la forma di una irreversibile crisi esistenziale.
Il Flic si chiude con due serate di danza: domenica alle 21 al Teatro Fenaroli si esibisce lo Spellbound Contemporary Ballet con Marte di Marcos Morau e The real you di Mauro Astolfi. Il giorno dopo, lunedì 12 settembre, la stessa compagnia presenta alle 21 Yes, of course it hurts, mentre alle 21.45, il palco passa alla compagnia Lost Movement con Game of role.
La compagnia Spellbound Contemporary Ballet, diretta dal coreografo Mauro Astolfi è una realtà di punta a livello internazionale. È Marte, Dio della guerra, ma anche della passione, della sessualità, della perfezione a dare il titolo al primo dei due lavori, pensato per Spellbound da Marcos Morau, coreografo valenciano tra i più apprezzati al mondo per gli scenari immaginifici che crea. In Marte, Morau esprime il momento in cui la realizzazione e il fallimento sono raggiunti e tutto è vissuto come se il mondo si scontrasse. Il conflitto tra individuo e collettività, tra presente e futuro incerto, tra materia organica e tecnologia si rivela come nuova concezione della forma astratta. In The Real You, invece, Mauro Astolfi costruisce uno spazio dove ritrovare un valore essenziale, una realtà ideale che potrebbe essere eterna. Cosa mettere davanti a tutto nella nostra vita per scoprire cosa siamo davvero? Il terzo lavoro proposto da Spellbound, lunedì, è Yes, of course it hurts, coreografia che nasce dalla lettura dell’omonima poesia di Karin Boye, una riflessione profonda e acuta sulla necessità del dolore come momento di trasmutazione e di comprensione della inevitabilità dello stesso. Un dolore che non bisogna temere, perché è in quel momento, quando ci si libera dalla paura del dolore che creiamo il nostro mondo.
Per Game of role, in scena lunedì, (coreografia Nicolò Abbattista, drammaturgia Christian Consalvo, con Maria Chiara Bono, Giovanni Careccia, Francesca Lastella) l’ispirazione viene dai videogame, in particolare dalla saga giapponese Final Fantasy. Approfondisce tre esperienze del giocatore: l’adrenalina davanti allo schermo, la competitività e le relazioni virtuali. La coreografia alterna temi come la figura del supereroe, la contrapposizione tra realtà e finzione, le affollate solitudini adolescenziali, l’adulto che ritorna al suo bambino interiore. Lost Movement nasce nel 2011 da un’idea di Nicolò Abbattista. La compagnia ha vinto numerosi premi tra cui: Danz’è Off 2015, Solo Dance Contest (Gdansk, Polonia), Abelianodanza Contest 2018, Time to move 2019, Nessuno resti fuori festival teatro, città e persone. (s.d.n.)