Cicciolina scrive a Obama: «Mi aiuti a tornare negli Usa»

13 Aprile 2016

«Gentilissimo Signor Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. Sono a scriverle per invitarLa a prendere in considerazione la mia domanda di grazia per i fatti che mi sono stati...

«Gentilissimo Signor Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. Sono a scriverle per invitarLa a prendere in considerazione la mia domanda di grazia per i fatti che mi sono stati attribuiti erroneamente contro l’immagine degli Stati Uniti d’America oltre a fatti prettamente familiari e personali che qui riassumerò sottolineando soprattutto il mio amore e rispetto nei confronti degli Stati Uniti e di tutto il popolo americano...» Inizia così la lettera aperta che Ilona Staller ha scritto al presidente Obama per richiedere la cancellazione del bando che da anni le impedisce di recarsi negli Stati Uniti, pena l’arresto. L’ex diva dell’hard ha affidato la sua lettera aperta al settimanale Chi. Scrive Cicciolina: «Nel 1981, durante una manifestazione di ciclismo La 6 giorni di Milano, fu bruciata davanti a 24 mila persone una bandiera scenografica simile alla bandiera americana; quella provocazione, andata in scena durante un mio spettacolo, fu scambiata per una proclamazione d’odio nei confronti degli Stati Uniti, mentre era una protesta contro le Brigate Rosse, un modo per condannare il terrorismo. Durante lo spettacolo fui arrestata e prelevata di peso dal palco con l’accusa di aver offeso la bandiera di uno Stato estero, cosa che in realtà non fu perché quella bruciata era una bandiera di fantasia. Venni processata e assolta, ma rimasi nella “lista nera” degli Usa: non avrei più potuto mettere piede in America pena l’arresto. Mi rivolgo a Lei, signor Presidente per chiedere il suo aiuto, la sua clemenza, la sua attenzione e la sua paterna comprensione perché mi venga concessa la grazia di ottenere, dopo tanti anni, un visto di ingresso nel suo Paese».