Claudia Gerini in “Mancino naturale”: «Sono una madre nel mondo del calcio»

ROMA. Una madre pronta a sacrificare tutto per il figlio, «adora lui e il suo talento, a volte però dimentica che ha davanti solo un bambino e che non si può mettere sulle spalle di un dodicenne...
ROMA. Una madre pronta a sacrificare tutto per il figlio, «adora lui e il suo talento, a volte però dimentica che ha davanti solo un bambino e che non si può mettere sulle spalle di un dodicenne tutto questo peso». Così Claudia Gerini descrive il suo personaggio in “Mancino naturale”, il film di Salvatore Allocca, con Alessio Perinelli, Francesco Colella, Massimo Ranieri e Katia Ricciarelli, che debutta nel concorso di Panorama Italia a Alice nella città, la sezione autonoma della Festa del cinema di Roma.
L’arrivo in sala della dramedy, prodotta da Emma Film, Fenix Entertainment con Rai Cinema è previsto nei primi mesi del 2022. Protagonista è Isabella (Claudia Gerini) mamma vedova che a Latina mantiene il figlio 12enne, Paolo (Perinelli), lavorando come rappresentante di prodotti da forno surgelati, che vende a bar e tavole calde.
L'unico obiettivo della sua vita è permettere a Paolo, talento in erba del calcio, di mettersi in luce ed entrare così in una squadra importante. Tra i personaggi a quali chiede aiuto nel mondo pieno di trappole del calcio giovanile c’è Marcello (Ranieri), procuratore traffichino che le chiede continuamente soldi.
Il guscio nel quale Paolo, che sta crescendo troppo isolato, e Isabella vivono, inizia a incrinarsi quando arriva come vicino di casa Fabrizio (Colella), sceneggiatore dalla vita dimessa che si ritrova parte delle vite di entrambi.
«Ho voluto raccontare una donna sola in un mondo molto maschile come quello del calcio», spiega il regista. «Quando ci documentavamo, abbiamo visto che sono molto più spesso le mamme le vere promotrici di questi sogni, le vedi accanite sui campetti sportivi».
Per la protagonista «ho pensato a Claudia da subito, come capita spesso quando ci sono personaggi femminili forti. Isabella è mossa da spinte disfunzionali molto forti. È molto vitale e perseverante nelle decisioni, una sorta di caterpillar. L’avevo immaginata nell’ottica di Gena Rowlands nei film di Cassavetes e non potevo avere interprete migliore».
L'attrice, ora impegnata nel suo debutto alla regia con “Tapirulan” («una sfida che volevo affrontare»), ha esordito nel mondo dello spettacolo vincendo a 13 anni il concorso di bellezza Miss Teenager «e là ho viste molte mamme come quella del film che spingevano», sottolinea. «La mia invece non mi spingeva, mi assecondava più che altro».
Leggendo il ruolo poi «è stato istintivo pensare ad Anna Magnani in “Bellissima”». Isabella «è una donna piena di sfaccettature, che deve crescere il figlio da sola e sogna, do avere una vita migliore attraverso questo suo ragazzo». Poi c'è «il contesto del calcio, che è un mondo dove la pressione è enorme per la quantità di soldi che gira». (f.p.)
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