Club 27, la leggenda del rock al Florian con Elisa Di Eusanio

16 Maggio 2024

L’attrice teramana nello spazio off di Pescara racconta in un percorso musicale storie e fragilità delle star morte a 27 anni: da Jimi Hendrix a Amy Winehouse

PESCARA. Un maleficio, un complotto, la vendetta di Dei invidiosi, di certo un destino che accomuna, e alimenta la leggenda, di strepitosi talenti del rock morti all'apice della loro carriera e creatività all’età precisa di 27 anni. Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison morirono tutti a 27 anni tra il 1969 e il 1971. All’epoca la coincidenza suscitò qualche commento, ma fu solo con la morte di Kurt Cobain, nel 1994, che l'idea di un “Club 27” ha cominciato a prendere piede nella percezione pubblica, trasformandosi in un mito alimentato dai media. Nel 2011, 17 anni dopo la morte di Cobain, Amy Winehouse morì a 27 anni e si rinnovò l’interesse nei confronti del “Club 27”: solo tre anni prima, la cantautrice aveva espresso il timore di morire a quell'età.
Domani e sabato 18 maggio alle ore 20.45, per la stagione di Teatro d’Autore ed altri Linguaggi, torna al Florian di Pescara Elisa Di Eusanio, l’attrice teramana che in tv spopola con “Doc – nelle tue mani”, al cinema la più recente interpretazione è in “Un mondo a parte” di Riccardo Milani, a teatro è stata tra l’altro interprete toccante di “Neve di Carta” di Letizia Russo, intenso spettacolo dedicato alle donne rinchiuse, negli anni 30, nel Manicomio di Teramo, tratto dal libro di Anna Carla Valeriano. Porta sul palco del teatro off di via Valle Roveto il suo “Club 27”. Parte dai grandi artisti morti a 27 anni per raccontare il dolore delle dipendenze, delle anime fragili e della paura che mangia vite. Morire a 27 anni da leggenda. È successo a tanti grandi, artisti di cui ci è rimasta la musica e la consapevolezza di una tragica fine, ma cosa c’è dietro? Non le cause della morte in sé, i farmaci, l’alcol, le droghe o le armi. Le cause dell’anima, i dolori che vengono da lontano e che la fama non annienta ma esaspera. Elisa Di Eusanio con “Club 27” prova a farci entrare nei cuori di queste anime perdute, attraverso alcuni brani reinterpretati ed eseguiti dal vivo di Robert Jhonson, Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse, Jimi Hendrix e Jim Morrison conducendo gli spettatori in un viaggio molto profondo, pieno di emozioni intense come intense sono state le opere e le brevi vite di questi artisti. Un viaggio fatto di dolore e musica, accompagnata da Emiliano Merlin (voce e chitarra), Stefano Costantini (batteria) e Fabio Frombolini (basso). «Il loro dolore, la loro insaziabile fame d’amore, l’inadeguatezza, le insanabili fragilità ci aiuteranno a riflettere e a capire», scrive D’Eusanio nelle note di regia, «come siamo tutti interconnessi in fondo in quell’assurdo e al contempo stupefacente viaggio che è la vita e chissà se canzone dopo canzone e emozione dopo emozione non usciremo dalla sala paradossalmente liberati e maggiormente connessi con quella zona di noi più delicata e fragile di cui troppo spesso ci dimentichiamo ma che necessita di tanta cura».