Cocciante: «Dal 28 dicembre torna in scena il mio Notre Dame»

20 Dicembre 2016

ROMA. «Sanremo? Sono stato molto felice di vincerlo, ma non ci tornerò mai più in gara. Non amo ripetere le stesse esperienze. E basta anche con i talent». A The Voice «soffrivo troppo ogni volta che...

ROMA. «Sanremo? Sono stato molto felice di vincerlo, ma non ci tornerò mai più in gara. Non amo ripetere le stesse esperienze. E basta anche con i talent». A The Voice «soffrivo troppo ogni volta che dovevo eliminare qualcuno. Ho smesso anche di guardarli: li trovo un po’ troppo “costruiti”».

Guarda avanti Riccardo Cocciante, ragazzo di 71 anni a febbraio, e annuncia: «Penso a un nuovo disco. Forse nel 2018. Ho il computer pieno di inediti, anche di 4-5 nuove opere. Il mio problema è solo trovare il tempo». Soprattutto da quando, ormai 18 anni fa, ha iniziato a girare il mondo riallestendo in quasi ogni lingua (persino russo e coreano) «Notre Dame de Paris», l'opera rock dei record scritta con Luc Plamondon dal romanzo di Victor Hugo (versione italiana di Pasquale Panella), che dopo i 3 milioni e mezzo di spettatori in Italia e dopo aver scalato le classifiche anche nel 2016, «superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop» (oltre 700 mila biglietti in 171 repliche), torna in scena per una seconda parte di tour dal 28 dicembre al 6 gennaio al Palalottomatica di Roma, con tappe nel 2017 anche a Torino, Bologna, Milano, Ancona, Bari, Napoli, Lugano, Rimini, Firenze e Padova.

Protagonisti, «almeno fino a settembre», assicura il produttore David Zard, gli storici interpreti della prima edizione, con Lola Ponce e il pescarese Giò Di Tonno nei panni di Esmeralda e del gobbo Quasimodo.

Notre Dame potrebbe in futuro approdare in America, dopo un primo tentativo «in cui ci ha fatto la guerra tutto il sistema di Broadway. Questa volta però», conclude Cocciante, «proveremo partendo dall'America Latina».

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