Cocciolito: i Solisti Aquilani nel tempio della musica

Il direttore dell’ensemble: «Tra due giorni suonereno alla Filarmonica di Berlino Ma la sfida non è più solo nell’essere bravi, bisogna saper dare qualcosa di più»
L’AQUILA. E’ uno di quei sogni che pensi non si realizzeranno mai, e invece per i 15 giovani - perché hanno un’età media di 30 anni – che compongono i Solisti aquilani, tra due giorni, il sogno diventerà realtà: si esibiranno di fronte al pubblico (e sotto gli occhi della critica musicale internazionale) della Filarmonica di Berlino. Come dire: il tempio della musica di ogni tempo, un risultato «che mai avremmo pensato di raggiungere, perché un conto è Berlino, un altro è la Berliner Philharmonisches Orchester, una tra le più prestigiose orchestre sinfoniche del mondo».
Nemmeno uno navigato come Maurizio Cocciolito, direttore artistico dei Solisti Aquilani, riesce a nascondere l’emozione di fronte a uno degli appuntamenti più prestigiosi che l’ensemble, fondata 48 anni fa (è uno dei complessi musicali più longevi d’Italia), tra gli altri, dallo scomparso maestro Vittorio Antonellini.
Cocciolito dirige i Solisti dal 2013: due anni di intenso lavoro, di prove con se stessi e con il mondo artistico contemporaneo, in cui l’ensemble è cresciuta e ha imparato a farsi conoscere. Album registrati, concerti all'estero, colonne sonore. A raccontarlo al Centro è Cocciolito, pianista, compositore e direttore d’orchestra, alla guida in passato di orchestre sinfoniche e da camera anche straniere, mentre in Italia ha diretto prime esecuzioni assolute di importanti autori contemporanei. Oggi, alla guida dei Solisti, dice: «La sfida non è più solo nell’essere bravi. Bisogna saper dire e dare qualcosa di più».
Perché è importante per i Solisti Aquilani suonare alla Filarmonica di Berlino?
E’ la prova che abbiamo lavorato bene. Ma non è un punto di arrivo: è un punto di partenza. Il mondo della musica è costellato da una miriade di “punti di partenza”, per cui le parole d’ordine devono essere sempre: coltivare per poter raccogliere. Sempre attenti a non commettere passi falsi, perché una volta che si è tornati indietro poi è difficile, in campo artistico, recuperare il terreno perso.
Cosa proporranno i Solisti?
Di fronte a un pubblico esperto – ci saranno anche l’ambasciatore italiano Pietro Benassi e il rappresentante della cultura italiana a Berlino - proporremo antiche arie e danze per liuto di Respighi, poi un concerto per pianoforte e orchestra di Mendelssohn (il Concerto in la minore per pianoforte e archi), solista il pianista milanese Pietro Massa. Suoneremo anche le “Quattro stagioni” di Vivaldi, con solista il nostro primo violino Daniele Orlando.
Come si fa ad arrivare a suonare nel “tempio della musica”?
Siamo partiti, due anni fa, dalla qualità delle scelte artistiche, a cominciare dall’individuazione di nuovi elementi scelti in base alle qualità artistiche. Questo ha fatto dei Solisti una “macchina da guerra”. Siamo infatti riusciti a tessere importanti relazioni e a entrare nelle stagioni concertistiche italiane più prestigiose e a suonare a Parigi e Strasburgo, ma anche Napoli, Milano e diverse altre città italiane. Abbiamo avuto modo di essere ascoltati da alcuni agenti internazionali, tra cui uno di Berlino, che ha osservato la nostra attività artistica degli ultimi anni e ci ha fatto questa proposta.
Non solo concerti: tra le attività c’è anche l’incisione di alcuni cd.
In settembre abbiamo inciso un disco con l’importante etichetta discografica “Brilliant classics” con brani di Rota, che ancora non esce nei negozi. Per marzo 2017 abbiamo in programma un’altra registrazione con concerti di Mozart per la rivista musicale Amadeus, che uscirà con un nostro cd allegato. Un nostro grande orgoglio è l’incisione, il mese scorso, delle “Quattro stagioni”: notevole il ruolo di Orlando che, oltre a essere solista del brano, è anche il concertatore. Ha infatti realizzato un’interpretazione molto personale, giocata sui vari effetti della natura a seconda delle stagioni. Siamo sicuri che farà molto parlare di sé. La stiamo portando in giro nel Paese e stiamo ricevendo una risposta straordinaria. Il cd uscirà in primavera.
Suonerete anche in Italia?
Saremo nella programmazione, tra gli altri, del Teatro Argentina di Roma, del Teatro sociale di Como e quello di Sondrio, del Teatro Felice di Genova e molti altri. Con noi collaboreranno grandi musicisti: da Mischa Maisky a Giovanni Sollima, da Alessio Allegrini a Roberto Prosseda, con incursioni anche nel jazz. A questo proposito, vorrei ricordare le musiche per la colonna sonora del film-documentario su Enrico Berlinguer diretto da Walter Veltroni: sono dei Solisti, registrate all’Auditorium del Parco.
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