Colman cattiva madre nel film tratto dal libro di Elena Ferrante

4 Settembre 2021

VENEZIA. Quello che le donne non dicono e neppure fanno quasi mai potrebbe essere un'ottima sintesi per The lost daughter, esordio alle regia di Maggie Gyllenhaal, con Olivia Colman. Il film, in...

VENEZIA. Quello che le donne non dicono e neppure fanno quasi mai potrebbe essere un'ottima sintesi per The lost daughter, esordio alle regia di Maggie Gyllenhaal, con Olivia Colman. Il film, in concorso in questa 78a edizione, è un lavoro tutto al femminile con protagonista Leda (Colman) una donna di mezza età dal cattivo carattere ma devota al lavoro di insegnante di letteratura all'Università. Quando le due figlie, ormai adulte, partono per raggiungere il padre in Canada, Leda, trovandosi sola, decide di concedersi una vacanza in un’isola greca, dove incontra una famiglia con cui instaura uno strano rapporto. Soprattutto la vacanza è un modo per tornare indietro nel tempo e risalire al difficile rapporto con la maternità, quando è stata una madre davvero “snaturata”.
Nel cast del film, tratto dal romanzo di Elena Ferrante La figlia oscura, anche Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard (marito della regista), Paul Mescal e la nostra Alba Rohrwacher in un cameo.
«Ho letto il romanzo della Ferrante anni fa», dice la Gyllenhaal, «e mi sono detta: che donna complicata la protagonista. Poi ho capito che quello che sente sono esperienze comuni a molte donne, ma di cui non si parla mai, verità segrete dell'esperienza femminile». Poi, più diretta, aggiunge: «Spesso noi donne ci rappresentiamo in una versione diversa da quella reale, ma chi tra noi non è stata tentata di sbattere la porta e lasciare i propri figli? Credo non ci sia madre che non l'abbia immaginato». Con la Ferrante, scrittrice che non ha mai rivelato la sua identità, «ho parlato attraverso lettere, un modo bello di comunicare. E lei mi ha dato anche dei suggerimenti, dopo avermi quasi imposto che doveva essere chiaro che Leda non era affatto pazza, ma al contrario rappresentava un po’ tutte le donne». Dice invece la Colman: «Tutti vorremmo essere un po’ come Leda. Ad esempio buttare qualcosa dal proprio terrazzo e fregarsene di quello che succede, insomma fare cose che poi non facciamo mai».
A chi le chiede perché abbia accettato un ruolo così piccolo, Alba Rohrwacher risponde: «Perché lei è una regista speciale, poi me lo ha chiesto in modo così carino...»