“Colore. Materia. Vita”: Berardi dipinge la forza del tempo

Mostra del pittore abruzzese alla “Ci vuole un villaggio aps_ArtGallery” di Pescara Il curatore Cardines: «È un progetto visivo con un uomo e tutta la sua energia»
PESCARA. «L’arte è un modo per esprimersi, per tirar fuori idee sogni aspirazioni. L’arte è creatività, riempie chi la fa e chi ne fruisce. L’arte è anche un modo per personalizzarsi, per rappresentarsi al mondo cercando un proprio linguaggio. L’arte ti nasce dentro, non è dipingere per business, per affari o per diventare famosi. Bisogna sentire l’arte, come bisogno di esprimersi, come esigenza intensa di creare bellezza». Questo il pensiero di Gino Berardi. artista abruzzese nato a Pietranico (Pescara) nel 1945 e apprezzato nel mondo: nella sua lunga e fortunata carriera ha incontrato artisti del calibro di Joséphine Baker, Max Ernest, Remo Brindisi, Mario Schifano, Michele Cascella, Bernardino Toppi, Franz Borghese e molti altri.
Un pensiero espresso al vernissage della sua nuova personale “Colore. Materia. Vita” negli spazi di “Ci vuole un villaggio aps_ArtGallery” in via Villetta Barrea 24 a Pescara. La mostra, che proseguirà fino al 17 luglio, è programmata nel contesto del progetto #npittic che vede la partecipazione di molti artisti della nuova pittura italiana, tra cui Gianni Marrone, Adriano Segarelli, Tiziano Calcari, Marcello Specchio, Alessandra D’Ortona. La direzione artistica curatoriale di Beniamino Cardines .
Il momento inaugurale è stato preceduto da un Laboratorio di pittura en plein air che il maestro Berardi ha tenuto con alcuni dei ragazzi dell’associazione Prossimità alle Istituzioni fondata da Domenico Trozzi, a voler sottolineare «l’importanza e il valore dell’arte e della cultura come strumenti di reinserimento sociale e di arricchimento delle competenze esperienziali». Scrive il curatore e direttore artistico della mostra Cardines: «Gino Berardi incarna la volontà, la tenacia, la resistenza che ogni artista dovrebbe riuscire a mettere in campo lungo l’arco di una vita. In questo senso la sua carriera di pittore è paradigmatica, non c’è solo un progetto visivo, d’arte, oltre c’è un uomo con tutta la sua energia, la sua forza interiore, la sua esperienza. I suoi quadri, solo apparentemente astratti, sono il risultato di un processo di sedimentazione e fusione che attraverso simboli ricorrenti – il gallo, la rosa, la farfalla, la scala, la chiave di violino, solo per citarne alcuni – e tavolozze multicromatiche, riescono a esprimere le molte contaminazioni della società contemporanea. Gino Berardi è un artista che vive nel suo tempo e lo dipinge, è un uomo della vita».