“Contro natura”, i perché dell’allarme clima secondo Fiorani

9 Novembre 2015

L’AQUILA. Gli scienziati lo stanno gridando da decenni: vi è un sensibile aumento della temperatura media del pianeta Terra che non promette niente di buono. Su questi allarmi che risultano sempre...

L’AQUILA. Gli scienziati lo stanno gridando da decenni: vi è un sensibile aumento della temperatura media del pianeta Terra che non promette niente di buono. Su questi allarmi che risultano sempre più fondati, Alfredo Fiorani, scrittore e intellettuale dell'Aquila, ha costruito un libro di grande interesse, non foss'altro perché mostra un letterato alle prese con problemi scientifici e climatici, al di là di pregiudizi o tecnicismi di parte.

“Contro natura. Il caos climatico” (Europa edizioni, 260 pagine, €15.90) questo il titolo del libro con cui Fiorani, abbandonando l'esclusività della letteratura e della poesia, torna a interessarsi di scienza, dopo un volume dedicato al terremoto dell'Aquila. E torna ancora una volta con un libro sì colto e scientifico, ma che non rinuncia alla polemica, come si evince dal sottotitolo che recita: “Gli uragani non sono una metafora”, accennando dunque all'allarme che tanti climatologi stanno lanciando sull'aumento degli uragani nel mondo. Queste trasformazioni, soprattutto l'inasprimento degli eventi climatici e meteorologici, sono in stretto contatto con l'alterazione della temperatura dovuta all'immissione di CO2, i cui livelli sono schizzati negli ultimi decenni anche per la rapida industrializzazione di Paesi che non sono ancora in grado di controllare le loro emissioni, e cioè Cina e India. E questo di fronte a un pianeta che non è più in grado di assorbire emissioni, per cui «tutto ciò che rimarrà in atmosfera», come spiega la quarta di copertina, «parteciperà al surriscaldamento globale».

Così l'uomo è davanti a un bivio: o impara a cambiare forma di evoluzione, rifacendosi, come indica lo stesso Fiorani, alla saggezza dei popoli antichi che seppero rispettare la natura, o è destinato a fare a meno della natura, con ciò che questo comporta. E per dimostrare e rendere le ragioni di ciò, l’autore risale anche alle origini della civiltà industriale che sta portando il pianeta sull'orlo del collasso. I primi capitoli del saggio, infatti, sono dedicati alla nascita della società industriale che avrebbe segnato la fine dell'armonica convivenza tra uomo e natura. Nonostante la presenza di studiosi che negano l'influenza antropica sul clima, Fiorani adduce prove su questa influenza, ricollegando, sulla scorta di altri studi, la piccola era glaciale del Medioevo alla diminuzione della popolazione europea e asiatica dovuta in quel tempo alla peste. Fiorani lancia il suo accorato appello individuale per la salvaguardia della Terra e della specie umana.

Marco Tabellione

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