Corona scarcerato va da don Mazzi «E’ stata dura, ma ora si riparte»

MILANO. Fabrizio Corona esce dal carcere di Opera per essere affidato alla comunità di don Mazzi. Lo ha deciso il giudice di sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, che, ieri, ha accolto l’istanza...
MILANO. Fabrizio Corona esce dal carcere di Opera per essere affidato alla comunità di don Mazzi. Lo ha deciso il giudice di sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, che, ieri, ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’ex re del gossip. Corona dovrà ora sottoporsi a un programma di recupero presso la comunità Exodus di don Mazzi, attraverso il quale dovrà superare i problemi di cocaina e inserirsi di nuovo nella società. Fabrizio Corona ha trascorso in carcere tre anni e due mesi, ed era stato condannato a una pena complessiva di 13 anni e due mesi per un cumulo di reati, che andavano dall’estorsione aggravata all«ex calciatore della Juventus David Trezeguet alla bancarotta di una sua società. Corona ha potuto usufruire degli sconti di pena pari a 150 giorni per ogni anno trascorso in carcere, ed è riuscito così ad accedere al recupero in comunità.
«Ho attraversato la tempesta, ho lottato fino all'ultimo è stata dura ma era necessaria. Ora si riparte. #sipuede». Così Corona ha commentato la sua liberazione in un tweet postato sul suo account. Stando a quanto spiegato dal suo legale, l'avvocato Ivano Chiesa che, assieme alla collega Antonella Calcaterra, si è visto accogliere l'istanza dal giudice, Corona, uscito dal carcere, «urlava per la gioia, mi ha baciato e abbracciato». E al difensore che gli ha detto subito «ora comportati bene», l'ex fotografo dei vip ha risposto: «Sono felice e giuro che in carcere non ci tornerò mai più».
Corona ha lasciato il carcere di Opera nel primo pomeriggio di ieri e ora si trova nella comunità Exodus di don Mazzi. Non può uscire e deve seguire le prescrizioni stabilite dal giudice di sorveglianza.
L’avvocato Chiesa ha chiarito, inoltre, che tra qualche mese l'affidamento in prova ai servizi sociali dovrà essere valutato da un collegio di giudici del tribunale di sorveglianza di Milano, i quali dovranno decidere se confermarlo o meno e portarlo da «interinale» a «permanente». I legali di Corona, nei mesi scorsi, avevano anche depositato al tribunale di sorveglianza una consulenza psichiatrica di parte, allegata ad un'istanza di detenzione domiciliare in comunità, nella quale si evidenziava che l'ex re dei paparazzi soffriva in carcere di stati d'ansia, psicosi, depressione e attacchi di panico, legati anche alla sua passata dipendenza da droghe. Questo istanza, però, è ancora in fase di valutazione e non è legata al provvedimento di oggi sul quale, comunque, secondo il legale, «hanno inciso anche valutazioni di tipo psico-diagnostico».
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