Cristina D’Avena: «Io, eterna bambina con 40 anni di carriera»

Nuovo album con tutta la sua storia in musica e duetti inediti «Myss Keta è favolosa, cantiamo Hamtaro in versione sexy»
Vulcanica, positiva, ironica, «un’eterna bambina, con tanta voglia di vivere»: sono volati in un soffio, tra canzoni e sorrisi per grandi e piccoli, i 40 anni di carriera di Cristina D’Avena, che ora ha deciso di festeggiarli alla grande, con un album nuovo di zecca in uscita oggi con Warner in duplice versione, Standard e Deluxe Edition. Il titolo non poteva che essere “40 - Il sogno continua”: «Sì, e non finisce mai, perché ho sempre voglia di condividere le mie emozioni e di donarmi al pubblico, che ancora mi ama in modo pazzesco», racconta la “regina dei cartoni animati”. L'album (iI 9 dicembre verrà pubblicato in un’edizione limitata e numerata anche il vinile color cristallo) condensa tutta la carriera di un’artista che ha venduto milioni di dischi ed è l’unico personaggio dello spettacolo la cui voce è presente sulla tv italiana ininterrottamente dai primi anni ’80 almeno una volta al giorno: oltre alle sigle più amate e conosciute, recuperate dai master originali, e alle canzoni tratte dalle serie televisive che l’hanno vista protagonista negli anni ’80 e ’90, in questo ultimo lavoro celebrativo i suoi fan troveranno anche una serie di inediti duetti con tanti artisti amici, da Orietta Berti a Lorella Cuccarini, da Albe a Myss Keta, e poi Elettra Lamborghini, Alfa, Cristiano Malgioglio, Jr Stit e Dj Matrix & Amedeo Preziosi.
Ma come si fa a non passare mai di moda?
«Credo che in primis ci sia la coerenza, io coerente lo sono nella vita, porto avanti i miei principi e, se ci credo davvero, non cambio, quando ho iniziato a 17 anni non avrei mai immaginato di arrivare a 40 anni di carriera, ma è stato un percorso talmente bello e vero, come se seguissi un sentiero senza sapere realmente cosa aspettarmi. Ho sempre amato tanto le cose che ho fatto e così poi le hanno amate anche gli altri».
In questo album si è divertita con tanti artisti, c'è qualche duetto che l'ha sorpresa di più?
«Sono stati tutti meravigliosi, ma per esempio non mi aspettavo che Myss Keta accettasse. È stata favolosa, con lei ho cantato Hamtaro, in una versione super sexy. E poi il duetto con Malgioglio, che prima ha detto no e poi ha accettato a patto però di trasformare Calimero in un brano latinoamericano».
Nell’album c’è anche un ulteriore inedito, “L’altro Natale”, scritto da Niccolò Agliardi e Bungaro.
«Sì, parla delle persone che non festeggeranno il Natale, che stanno in silenzio ma che ci sono: soprattutto in questo momento, credo che abbiamo il dovere di aiutare chi ha bisogno».
Tra le tante sigle che ha cantato, quale le è rimasta più nel cuore?
«Quella di Licia, di cui poi ho interpretato anche il ruolo nella serie. Io sono stata la prima cosplayer italiana (ride) forse ho dato vita a un fenomeno oggi molto in voga; senza dubbio quello è stato un personaggio che ho amato tantissimo».
Cresciuta con le canzoni dello Zecchino d’Oro e della Disney: le è mai stato stretto il ruolo di “regina dei cartoni animati”?
«Mi piace quello che faccio, un’altra carriera non mi è mai interessata. Del resto non ho mai fatto niente per forza, ma sempre tutto con assoluto amore e convinzione. Ci penso spesso a questi 40 anni di carriera, a tutta la mia vita, rifarei tutto ma se potessi tornare indietro farei ancora le serie tv, come Love me Licia e Arriva Cristina, dove ho conosciuto attori bravi, che mi hanno aiutato e insegnato i trucchi del mestiere. In quegli anni mi ero trasferita a Milano, mi sentivo sola, e in quelle serie c’era tanto calore e tanto amore. Oggi sono diventata grande e il pubblico con me: adesso è meraviglioso vedere ai miei concerti i bambini di ieri con i loro figli».
È stata dura stare lontano dal pubblico durante la pandemia?
«Durissima, due anni e mezzo sono lunghi. Ho scritto un libro di fiabe (“Il giardino delle fiabe, Ape Junior”, ndr), ma ero disperata e arrabbiata: a un certo punto avevano riaperto tutti, tranne noi della spettacolo».
Le fa piacere essere un modello femminile?
«Certo, ma è una responsabilità. Ai giovani dico di mettersi in gioco nonostante le difficoltà, diseguire l'istinto, quanto alle donne c'è ancora tanta strada da fare, ma i muri li abbatteremo».
Progetti ha per il futuro?
«Sogno un musical: una favola moderna e leggera, per tutti, grandi e piccoli».