Cristo e l’impronta dell’arte nel nuovo saggio di Paparoni

PESCARA. Oggi alle ore 18 il critico dell’arte Demetrio Paparoni, ospite a Pescara della tredicesima edizione del #FLA, presenterà a Casa d’Annunzio in anteprima nazionale il suo ultimo saggio...
PESCARA. Oggi alle ore 18 il critico dell’arte Demetrio Paparoni, ospite a Pescara della tredicesima edizione del #FLA, presenterà a Casa d’Annunzio in anteprima nazionale il suo ultimo saggio “Cristo e l’impronta dell’arte” (Skira editrice, 186 pagine, 28 euro). Il libro sarà in vendita da oggi. Per la prima volta a Pescara e in Abruzzo - anche se proprio in Abruzzo, nel 1978, mosse i suoi primi passi di critico d’arte scrivendo articoli e interventi per i Quaderni del Centro di Documentazione Arti e per la rivista Segno -, Paparoni discuterà del libro con il giornalista del Centro Luigi Di Fonzo e con il pubblico. Un appuntamento che si preannuncia di grande interesse, sia per il tema che per la personalità dell’autore, saggista e curatore di mostre d’arte contemporanea di rilevanza internazionale.
Nel saggio “Cristo e l’impronta dell’arte” Paparoni racconta come gli artisti hanno affrontato nella loro opera il rapporto con il trascendente, e in che modo hanno trattato l’immagine di Cristo, interpretandone la figura con l’obiettivo di rendere visibile l’invisibile. Un’analisi attenta, in cui si prendono in esame le opere di centinaia di artisti attraverso la comparazione di crocifissioni, deposizioni, pietà, Cristi morti, annunciazioni e veroniche che, dal tredicesimo secolo, hanno attraversato l’Età dei Lumi, il Romanticismo, due guerre mondiali fino ad arrivare al ventunesimo secolo e al confronto con le nuove tecnologie.
«Gli artisti che si accostano oggi a questi temi non sono interessati al volto di Cristo e alla crocifissione in relazione ai racconti evangelici», spiega Paparoni. «Non possono fare a meno di guardare la Storia dell’arte, e poiché la storia dell’arte è costellata di ritratti di Cristo e di crocifissioni, affrontano almeno una volta nella loro vita l’argomento, adattandolo a una narrazione da tempo sempre più estranea ai testi evangelici. L’interesse degli artisti è rivolto al linguaggio prima ancora che al soggetto, così il soggetto diventa un pretesto per sperimentare un linguaggio». Una lettura quindi storica ma anche contemporanea delle opere di Giotto, Piero Della Francesca, Mantegna, Caravaggio, ma anche di Beckmann, Chagall, Nolde, Sironi fino alla Transavanguardia con Clementi e Paladino, senza disdegnare il confronto con gli artisti “non occidentali”. Un libro consigliato a quanti non amano l’arte contemporanea, ma desiderano capirla.
©RIPRODUZIONE RISERVATA