“Cruel Peter”: anime e fantasmi per una storia inglese in Sicilia

24 Maggio 2021

ROMA. Nel 2014 “Fairytale”, il primo thriller horror firmato insieme dai cineasti indie Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini era stato fra i film italiani più venduti all’estero dopo “La grande...

ROMA. Nel 2014 “Fairytale”, il primo thriller horror firmato insieme dai cineasti indie Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini era stato fra i film italiani più venduti all’estero dopo “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino e “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore. Nel 2020 la loro opera seconda, “Cruel Peter”, che è disponibile da qualche giorno su Rai Play, è stato il primo film italiano ad entrare nella top ten degli show più visti su Netflix Uk ed è stato venduto a 60 Paesi.
Risultati raggiunti con immersioni nel genere con cast internazionali, trame ricche, una predilezione per le atmosfere gotiche e ambientazioni “local” che diventano protagoniste, dall’Agro pontino in “Fairytale”, al territorio di Messina tra l’oggi e la città distrutta dal terremoto del 1908 in “Cruel Peter”. «Il nostro obiettivo è raccontare storie italiane che arrivino anche al pubblico di altri Paesi. È chiaro che per farlo bisogna rinnovare il linguaggio. Da indipendenti, speriamo di essere un esempio virtuoso, di aprire una nuova breccia» spiegano i due registi.
Una linea nella quale rientra appieno “Cruel Peter”, che parte nella Messina del 1908, nella grande villa degli Hoffmann, dove il tredicenne Peter (Aran Bevan), può compiere liberamente atti violenti contro animali e persone, protetto da una madre misteriosa e morbosa. Il giovane serial killer in erba diventa oggetto di vendetta proprio poco prima della tragedia del sisma, con le sue decine di migliaia di morti. Anime e fantasmi e streghe con i quali dovrà scontrarsi oltre 110 anni dopo, l'archeologo inglese Norman Nash (Henry Douthwaite) arrivato a Messina con la figlia tredicenne, non udente, Liz (Zoe Nochi), per valutare il restauro dello storico Cimitero Inglese all’interno del Cimitero Monumentale della città.
Nel cast fra gli altri, anche Katia Greco, Aurora Quattrocchi, Claudio Castrogiovanni e Biagio Pelligra. Bisceglia, nato a Milano, è cresciuto in Sicilia: «La conosco molto bene nei pregi e difetti. Il Cimitero Monumentale è straordinario e ha cristallizzato quel momento terribile del terremoto del 1908«, aggiunge Bisceglia. «È un posto in totale abbandono nonostante ci siano tombe molto ricche e gotiche. All’improvviso là ritrovi la Gran Bretagna. Abbiamo subito capito che sarebbe stato il luogo perfetto per ambientare una ghost story». «Al di là delle immagini macchiettistiche o superabusate legate alla lupara e alla mafia, la Sicilia ha tantissime suggestioni», osserva e Malgarini, «una grande tradizione favolistica e di storie del terrore. Tutti elementi che fanno il cosiddetto folk horror, un genere molto ricercato».
Nel creare la trama, «quando Christian mi ha raccontato la storia del terremoto di Messina, ho trovato subito fosse molto interessante», sottolinea Malgarini. «È un trauma ancora presente nella città, una ferita ancora parzialmente aperta Era una base molto forte per un racconto horror. Partire da qualcosa di reale è sempre il modo migliore per dare profondità alla storia». Ciò «che viene dimenticato e offeso nella memoria diventa mostro, ed è un po’ la storia del nostro Paese», spiega Bisceglia, «dimenticare è sbagliato e nelle nostre storie diventa mostruoso». Nel film, «abbiamo cercato di coniugare la professionalità delle nostre maestranze nel settore del cinema di genere, l’unicità delle location italiane, con la scrittura, la regia e gli effetti speciali della moderna ghost story internazionale», dice Francesco Romeres di Armosia, che ha prodotto il film con Taadaaa, Makinarium, Smart Brands e Rai Cinema. “Cruel Peter” «è un progetto nato con grande vitalità e senso della visione« aggiunge Paolo Del Brocco,Ad di Rai Cinema.