D’Annunzio e le donne fiorentine oggi al Mediamuseum di Pescara

22 Febbraio 2016

PESCARA. Non c’è dubbio che il periodo fiorentino, che si estende per circa un decennio, dal 1898 alla partenza per l’esilio francese, rappresenti quello più vitale per Gabriele d’Annunzio, sia sotto...

PESCARA. Non c’è dubbio che il periodo fiorentino, che si estende per circa un decennio, dal 1898 alla partenza per l’esilio francese, rappresenti quello più vitale per Gabriele d’Annunzio, sia sotto il profilo creativo, che sentimentale e di partecipazione alla vita pubblica. È infatti in questi anni che il Vate produce non solo la parte più rappresentativa delle sue opere poetiche, il ciclo delle Laudi, con quello che viene riconosciuto in assoluto come il suo capolavoro, Alcyone, ma anche alcune delle più importanti opere teatrali, in parte ispirate e rappresentate sulla scena da Eleonora Duse, con la quale il poeta intreccia una intensa relazione sentimentale, tra la Capponcina, sua residenza toscana e la vicinissima Porziuncola, nella quale dimora la Duse. È proprio al periodo fiorentino, ai suoi rapporti con la Duse e con le altre donne di cultura viene dedicato, oggi alle 17.30, il quarto degli incontri della serie dei lunedì letterari pescaresi “D’Annunzio e gli altri” al Mediamuseum in piazza Alessandrini, coordinati da Dante Marianacci, con la partecipazione di Marco Patricelli, Giacomo D’Angelo e Gabriella Albertini. Lo spunto per questo quarto incontro, organizzato dalla Fondazione Edoardi Tiboni per la cultura e dal Centro nazionale di studi dannunziani, viene offerto dalla presentazione del libro di Filippo Sallusto, “Eleonora Duse e le donne di cultura fiorentine”, pubblicato dalla casa editrice Effigi. La manifestazione sarà allietata da brevi intermezzi musicali dell’arpista Benedetta De Simone e dalla lettura di alcune lettere, di d’Annunzio, della Duse e di altre donne fiorentine, come Giulietta Gordigiani, Maria Pasolini, Angelica Rasponi, ad opera degli allievi della Scuola di teatro del Mediamuseum diretta da Paolo Rosato e Rossella Mattioli. L’ingresso è libero.

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