Da Celano a New York Robert Presutti il fotografo delle star

L’artista abruzzese è arrivato nella Grande Mela nel 1994 «Non conoscevo l’inglese e non avevo neppure un indirizzo»
di Domenico Ranieri
Le sue foto raccontano i colori del mondo. Ogni suo scatto cattura, grazie a quella sua disinvoltura nel fissare in un attimo momenti che durano una vita. Robert Presutti è un fotografo abruzzese che vive a New York, amico delle star ma capace di “perdersi” nella solitudine del mondo degli emarginati, ai confini della civiltà, per trasmettere emozioni attraverso le immagini.
Oggi le sue foto vengono pubblicate dai principali network internazionali, come testimonia la sua collaborazione con il New York Times che sul profilo Instagram pubblica scatti dei suoi reportage in Georgia e Colombia.
Eppure, quello che oggi viene considerato uno dei migliori fotografi della Grande Mela ha dovuto costruirsi una carriera gradino dopo gradino, partendo dal basso.
«Sono partito da Celano quasi improvvisamente senza pensarci molto, guidato da una passione improvvisa e appena nata», racconta con un pizzico di amarezza, «non conoscevo l’inglese, avevo pochissimi soldi e non avevo veramente un indirizzo sicuro, eccetto uno zio che non sentivamo da tempo che però viveva a Toronto e non negli Stati Uniti d’America».
Insomma, un emigrante a tutti gli effetti, senza valigia di cartone ma quasi, guidato da una passione sconfinata per la fotografia e da una buona dose di coraggio.
«Dopo anni non certamente facili», ricorda Presutti, «mi sono laureato al Rochester Institute of technology che era come una Harvard per la fotografia, dove non era facile essere ammessi o laurearsi».
Il suo legame con Celano e con l’Italia non si è mai rotto e quando può torna volentieri a casa per motivi di lavoro, ma anche di piacere. La memoria torna a scrutare il passato.
«Dopo un breve ritorno in Italia nel 1991», rammenta, «per un lavoro con un fotografo di Roma con legami con la Rai e con i personaggi di quegli anni, ho fatto ritorno in America nel 1992. Il mio trasferimento a New York è datato 1994. Qui ho iniziato a collaborare con alcuni dei fotografi più importanti, sopratutto con Deborah Turbeville e Mary Ellen Mark. Specialmente con Deborah ho intrapreso tanti viaggi e conosciuto persone veramente speciali».
Sono gli anni della crescita prima e della consacrazione professionale poi.
«Nel 2009», racconta Robert Presutti, «ho iniziato veramente la mia carriera da solo collaborando con il New York Times e altri giornali, riviste e clienti. Partendo dagli anni con Deborah e Mary Ellen fino a oggi ho conosciuto un numero incredibile di persone di grande talento, famose e non famose: Rita Levi Montalcini, Paul Newman, Al Pacino, Julia Roberts, Meryl Streep, Botero, Isabelle Adjani,Hilary Swank, Sonia Braga, Michelle Pfeiffer e tanti altri».
Ora la sua vita è stabilmente localizzata nella città americana più famosa al mondo.
«Vivo a New York da tanti anni ed è una città incredibile, dove però la concorrenza è spietata e bisogna provare se stessi ogni giorno. Celano è sempre nel mio cuore, è nel cuore dell’Abruzzo che vive la mia famiglia con gli amici più cari. A New York ho i miei figli e la mia carriera, un mondo progressivo che mi affascina». Per il futuro di Presutti «ci sono tanti progetti».
«Ma in questo lavoro», precisa, « le cose cambiano ogni minuto e non si può mai essere sicuri che una mostra veramente si avveri o che uno shoot per una rivista non venga cancellato. Si vive di sempre con l’ansia dell’imprevisto, ma quando un progetto viene accettato e realizzato non c’è paragone, per me è amore puro, amore per la mia arte, costi quel che costi».
Robert Presutti, nel 2011, ha messo a disposizione gratuitamente circa 100 foto della sua collezione per uno scopo benefico: raccogliere fondi da destinare al centro Peter Pan di Celano. L’iniziativa è stata ideata e promossa dalla Fondazione Fabio Piccone. Nell’occasione una mostra di Presutti, visitata da moltissime persone, venne allestita nel fossato del castello Piccolomini: oltre 100 foto scattate in America, Colombia, Georgia, Celano e altre parti del mondo. Un’asta nel cortile interno del castello consentì di raccogliere una somma consistente.
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