Da Madonna a Laura Pausini le star al fianco dell’Ucraina

6 Marzo 2022

Morandi in piazza con il suo inno “C’era un ragazzo”, i Maneskin si fermano

Le sirene della guerra suonano anche nel mondo dello spettacolo e della musica e sono molte le star che si sono schierate, o lo stanno facendo, contro la scellerata guerra in Ucraina voluta da Putin. Dal giorno del primo attacco si moltiplicano i messaggi sui social e gli atti concreti di volti noti: da chi condanna a chi annulla concerti e tournée a chi lancia raccolte fondi.
IL PENSIERO AI BAMBINI Tra i vip di casa nostra c’è Laura Pausini che, su Instagram, si è chiesta: «Chi come me ha dovuto spiegare a un figlio di avere forza e coraggio in questi due anni di pandemia, cosa può spiegare oggi quando tornerà da scuola e vedrà queste immagini? Mi chiedo a questo punto se qualcuno invece di studiare storia a scuola stava a casa a giocare a Risiko». Anche il pensiero di Bianca Guaccero è andato ai bambini: «Oggi guardando negli occhi mia figlia che stava per entrare a scuola mi sono sentita in colpa perché non posso proteggerla dalla agghiacciante mediocrità umana. La guerra è tutto ciò che va contro l’essere umano e la sua evoluzione». D’accordo Carlo Conti: «Possibile che la storia non abbia insegnato niente all’umanità?» si è chiesto il conduttore su Instagram.
C’ERA UN RAGAZZO... Di più hanno fatto Gianni Morandi, i Maneskin e Mario Biondi. Il primo, nella manifestazione per la pace in Ucraina tenuta a Bologna, in piazza Maggiore, ha suonato e cantato la sua celeberrima “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, un inno contro la guerra rilanciato da Joan Baez, che lo cantò in italiano in più manifestazioni contro la guerra del Vietnam. I Maneskin hanno sospeso la loro attività e su Instagram, hanno scritto: «Nonostante la nostra volontà di comunicarvi gli aggiornamenti riguardo al tour italiano e europeo entro il 1° marzo, non siamo in grado di definire e di condividere le nuove date in questo momento di tensione per l’Europa e per il mondo intero. Siamo più vicini che mai ai nostri fan, ai nostri partner e a tutte le persone afflitte dalla guerra in questo preciso momento. La nostra solidarietà va a tutti coloro che stanno soffrendo a causa del conflitto in Ucraina e speriamo che la violenza in atto possa vedere una fine». Mario Biondi ha deciso di annullare il concerto previsto a Mosca l’8 marzo nell’ambito del suo tour internazionale. Su Instagram ha scritto: «Esprimo tutta la mia vicinanza al popolo ucraino che tante volte ho incontrato ai miei concerti nelle città che in questi giorni stanno conoscendo l’orrore della guerra. La musica è intrinsecamente messaggera di pace e bellezza e non possiamo accettare quello che sta accadendo». Rinvii e cancellazioni sono ormai all’ordine del giorno anche tra le star internazionali.
IL ROC k lascia mosca Tra i concerti annullati c’è quello dei Green Day che si sarebbero dovuti esibire a Mosca, allo stadio Spartak, il prossimo 29 maggio: «Con il cuore pesante, e alla luce dei recenti eventi, riteniamo che sia necessario cancellare il nostro concerto allo Spartak Stadium di Mosca», hanno scritto sul profilo Instagram. «Siamo consapevoli che questo non è il momento degli spettacoli rock da stadio, riguarda qualcosa di molto più grande, ma sappiamo anche che il rock & roll è per sempre e siamo fiduciosi che ci sarà un momento e un luogo in cui poter tornare in futuro».
LE PREGHIERE DI MADONNA La musica è servita a Madonna per esprimere il suo pensiero su quanto sta accadendo in Ucraina e sollecitare i suoi fan a donare in beneficenza. La star italo-americana ha condiviso sui social un remix della sua canzone “Sorry” su un video che mostra le immagini della guerra e la faccia di Hitler sovrapposta a quella di Putin: «L’invasione dell’Ucraina, che è guidata dall’avidità e non ha alcuno scopo, deve essere fermata. Per favore, inviate gli aiuti umanitari per sostenere milioni di cittadini ucraini le cui vite sono state colpite. Putin ha violato ogni accordo esistente sui diritti umani. Non ha il diritto di cancellare l’esistenza dell’Ucraina. Ti supportiamo presidente Zelensky. Preghiamo per te e il tuo Paese! Dio vi benedica tutti! Non dobbiamo sentirci impotenti di fronte ad azioni geopolitiche di questa portata. Ci sono molte cose che possiamo fare« è stato il suo commento.
Elton Joh n GENEROSO Come lei, anche Elton John ha fatto appello alla generosità dei suoi fan. Pubblicando una foto con la bandiera dell’Ucraina ha scritto: «Per più di 20 anni la Elton John Aids Foundation ha sostenuto le persone più fragili in Ucraina fornendo accesso alle cure e ai servizi contro l’Aids, come parte del nostro impegno verso le comunità dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale. Siamo con il cuore in pezzi e sconvolti nel vedere aprirsi questo conflitto e i nostri cuori sono con il popolo ucraino che non merita di vivere quest’incubo. I n questi tempi terribili, ci schieriamo per porre fine alla violenza e alla sofferenza in Ucraina, così che gli aiuti umanitari e i servizi per salvare le vite possano raggiungere chi ne ha disperatamente bisogno».
LA RUSSIA FUORI DALL’EUROVISION L’elenco degli artisti che cancellano concerti in Russia è, naturalmente, in continuo aggiornamento e annovera, al momento, anche Iggy Pop, Nick Cave e Franz Ferdinand. Allo stesso modo, si allunga la lista delle star contrarie alla guerra: «Soldati russi, smettetela di uccidere i vostri fratelli. In questa guerra non ci saranno vincitori» ha scritto su Twitter l’ex Pink Floyd David Gilmour. E ha aggiunto: «Mia nuora è ucraina e le mie nipotine vogliono visitare e conoscere il loro bel Paese. Smettetela prima che tutto sia distrutto. Putin deve andarsene». Anche Dee Snider dei Twisted Sister ha espresso il suo sostegno all’Ucraina: «Mio nonno era ucraino, prima che lo stato venisse inghiottito dall’Unione Sovietica dopo la Seconda guerra Mondiale. Non può accadere di nuovo a queste persone», ha dichiarato il cantante mentre la European Broadcasting Union ha deciso di bandire la Russia dal prossimo Eurovision Song Contest che si svolgerà a Torino. Questa la motivazione dell’Ebu: «La manifestazione è nata dopo la Seconda guerra mondiale per unire l’Europa. In considerazione di ciò, la partecipazione della Russia, oggi aggressore e violatore del diritto internazionale, mina l’idea sulla quale si regge la competizione. La decisione riflette la preoccupazione che, alla luce di questa crisi senza precedenti in Ucraina, l’inclusione di una voce russa all’interno del Contest finirebbe per portare discredito sulla manifestazione».
SEAN PENN ATTIVISTA Tra le star schierate contro la guerra c’è anche Sean Penn che nei giorni scorsi si trovava proprio in Ucraina per documentare l’invasione russa per un documentario. Penn, attivista per i diritti umani, è fuggito in Polonia a piedi come stanno facendo decine e decine di migliaia di persone ogni giorno: «Io e due colleghi abbiamo camminato per miglia fino al confine polacco dopo aver abbandonato la nostra auto sul ciglio della strada. Quasi tutte le auto in questa foto trasportano solo donne e bambini, la maggior parte senza alcun segno di bagaglio, e un’auto è il loro unico bene di valore» ha scritto il premio Oscar su Twitter.
RACCOLTE FONDI Un’importante raccolta fondi è quella lanciata da Mila Kunis e da suo marito Ashton Kutcher che hanno creato una pagina sulla piattaforma GoFundMe.org per raccogliere fondi destinati all’acquisto di beni di prima necessità da mandare in Ucraina e al sostegno dei rifugiati che scappano in Polonia, Romania, Ungheria, Slovacchia e Moldavia. La coppia ha aperto la donazione con tre milioni di dollari. È delle ultime ore l’attivazione del numero solidale 45527 con cui, dal 7 al 31 marzo, sarà possibile donare con sms o chiamata da telefono fisso al progetto “Profughi di guerra” che vede uniti Fondazione Progetto Arca, Nazionale Cantanti e Partita del Cuore, già partiti per distribuire materiale umanitario ai profughi che si trovano al confine tra Romania e Ucraina.