Da Mantegna a Reni i grandi artisti ispirano i Talami

31 Marzo 2018

ORSOGNA. Andrea Mantegna, bottega di Raffaello, Beato Angelico, Antonello da Messina, Giorgione, Guido Reni, Piero della Francesca: i grandi artisti che hanno caratterizzato la pittura italiana tra...

ORSOGNA. Andrea Mantegna, bottega di Raffaello, Beato Angelico, Antonello da Messina, Giorgione, Guido Reni, Piero della Francesca: i grandi artisti che hanno caratterizzato la pittura italiana tra il Quattrocento e il Seicento sono l'ispirazione dei Talami che nella mattinata di martedì di Pasqua sfilano a Orsogna.
Torna così nelle strade del paese chietino, con un velo di innovazione, una tradizione antica capace di restare fedele allo spirito e alla devozione popolare: quella dei quadri biblici con attori immobili trainati da buoi, trattori o portati a spalla. La rappresentazione dei talami affonda le sue radici almeno alla fine del Medioevo, e in particolare nella venerazione della Vergine nella chiesa del Rifugio. Nel corso dei secoli i cambiamenti sono stati tanti: dall’apertura ad altri temi cristiani all’estensione della manifestazione a tutto il paese, fino all’utilizzo dei mezzi a motore negli anni '50 per percorrere le strade di Orsogna.
In questa edizione 2018 il tema è “Bibbia e arte: grandi eventi visti da grandi pittori”. Sei dei sette talami che sfilano sono nati infatti da un concorso bandito dal Comitato tecnico-scientifico che dal 2016 collabora alla realizzazione della sfilata. Del Comitato, presieduto dal docente di Antropologia alla D’Annunzio Francesco Stoppa, fanno parte il sindaco Fabrizio Montepara, l’assessore alla Cultura Giovanna Ferrante, Francesco Carullo, Angelo Catano, Maria Antonietta Di Giannantonio, Vittoria Iocco, Giuseppe La Rovere e Mariapaola Lupo. Agli autori prescelti spetta il compito di rendere i talami “tridimensionali”, con attori immobili davanti al fondale affrescato su carri trainati da trattori.
Agli artisti va anche un riconoscimento in denaro, con la premiazione in programma dopo la sfilata. Il settimo talamo invece, portato a spalla, viene realizzato direttamente dall’associazione culturale Talami Orsogna che cura l’intera manifestazione. Ogni talamo è adottato da aziende o privati che contribuiscono all'allestimento: quest'anno se ne sono fatti carico l'istituto alberghiero di Villa Santa Maria, la famiglia del compianto deputato di origini orsognesi Giuseppe Angeli, la Gsm Impianti di Guidonia Montecelio, Coged di Chieti, impresa edile Franco Basilico di Gissi, Briopack Packaging di Poggiofiorito e la comunità orsognese di Everett, in Massachusetts, che adotta il talamo portato a spalla.
La manifestazione tra l’altro dal 2011 è stata dichiarata dal Ministero del Turismo “Patrimonio d’Italia per la tradizione”.
Il giorno clou con la vera e propria sfilata, è preceduto lunedì dalla deposizione dei canestri di donativi all’altarino devozionale della Madonna Nera, luogo del primo talamo; in serata, nella chiesa di San Nicola, c’è la veglia in onore della Madonna del Rifugio che, secondo i fedeli, un tempo muoveva leggermente gli occhi o mutava colore del volto. La manifestazione entra nel vivo martedì 2 aprile, quando viene aperta da fuochi pirotecnici, e accanto ai carri sfilano le contadine che cantano interpretate dalla compagnia Tradizioni teatine. Del corteo da alcuni anni fa parte la Dama dei talami, che indossa una copia dell’unico originale esistente di un abito orsognese, che risale ai primi del '900: dopo Gioia Carullo e Ottavia Caforio, quest’anno la veste viene portata da Martina Primiterra. La sfilata viene chiusa da carro dei doni e sarabanda. A seguire si può mangiare in piazza il piatto tipico di questa festa, li “gnuccune aristufite”: a cucinarlo sono gli allievi dell’alberghiero di Villa Santa Maria. Di contorno alla sfilata c'è pure un annullo filatelico speciale che Poste italiane attiva dalle 9 alle 13:30 in piazza Mazzini per le corrispondenze. Alle 18 infine la giornata viene chiusa dalla processione in onore della Madonna del Rifugio, accompagnata da un corteo di “palomme”, donne con il fazzoletto bianco che intonano canti mariani, portatori di ceri devozionali e canestri votivi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA