Da Rembrandt a Jim Dine tutta la grande arte del 2020

Guida ragionata alle esposizioni in programma nei musei italiani nel nuovo anno A Roma da aprile si potranno ammirare 96 marmi della collezione Torlonia
Da Previati a de La Tour, da Piranesi a Giulio Romano, passando poi per Tiziano e Boldini, Gauguin, Matisse e Chagall, fino al contemporaneo Jim Dine: c'è l'imbarazzo della scelta nelle mostre in programma nei musei italiani nel 2020.
L'omaggio a 100 anni dalla scomparsa a uno dei maestri del Divisionismo: al Castello Estense di Ferrara dall'8 febbraio al 7 giugno la mostra «Oltre la cornice. Gaetano Previati e il rinnovamento artistico tra Ferrara e Milano» che presenta più di 60 opere, tra oli, pastelli e disegni delle collezioni civiche ferraresi (circa 35) e un ampio nucleo di opere accanto a documenti inediti.
Si intitola «Georges de La Tour: l'Europa della luce» la prima mostra in Italia dedicata al più celebre pittore francese del '600: in programma a Palazzo Reale a Milano dal 7 febbraio al 7 giugno, l'esposizione documenta il contrasto nella pittura dell'artista tra i temi diurni, crudi e realistici, e quelli notturni, più riflessivi, in cui le figure sono magistralmente illuminate dalla luce delle candele.
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini sempre a Milano ospita dal 21 febbraio al 17 maggio «Gauguin, Matisse, Chagall. La Pasqua nell'arte francese dei Musei Vaticani», un percorso con 30 opere di straordinaria potenza e di attualità.
La figura femminile come regina indiscussa in 90 capolavori, dagli albori del Rinascimento alla Belle Époque: è la mostra «Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini», dal 18 gennaio al 7 giugno a Palazzo Martinengo a Brescia, che lungo 4 secoli testimonia quanto la raffinatezza, il carattere e la sensualità delle donne abbiano ispirato grandi artisti. Tra le opere anche la Maddalena penitente, un olio su tela di Tiziano, firmato per esteso, proveniente da una collezione privata tedesca, esposto per la prima volta in Italia.
Alla Gnu (Galleria nazionale dell'Umbria) di Perugia arriva il 3 ottobre «Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della Gnu», in programma fino al 10 gennaio 2021, in occasione del terzo centenario della nascita dell'artista: circa 200 acqueforti del grande architetto, incisore e teorico, appartenenti ai due tomi delle celebri «Vedute di Roma disegnate ed incise da Giambattista Piranesi architetto veneziano», nonché alle «Antichità d'Albano e di Castel Gandolfo descritte ed incise da Giovambattista Piranesi», sono state restaurate per l'occasione.
A Roma, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli il 4 aprile è allestita «The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces», fino al 10 gennaio 2021: primo passo dell'accordo tra Mibact e Fondazione Torlonia, la mostra presenta al pubblico 96 marmi della collezione Torlonia, restaurati dalla Fondazione con il contributo della Maison Bulgari. Alla Galleria Corsini di Roma dal 20 febbraio fino al 15 giugno «Rembrandt alla Galleria Corsini. L'autoritratto come San Paolo»: per il pubblico la straordinaria opportunità di ammirare, accanto ad altri lavori, l'autoritratto di Rembrandt, firmato e datato 1661, oggi al Rijksmuseum di Amsterdam che nel '700 faceva parte della collezione Corsini ed era esposto nelle sale del Palazzo alla Lungara. A Palazzo delle Esposizioni dall'11 febbraio al 2 giugno l'antologica su Jim Dine, realizzata in collaborazione con l'artista statunitense: esposte oltre 60 opere, datate dal 1959 al 2016, più un apparato iconografico per restituire la memoria visiva degli happening raccontati dalla voce dello stesso Dine e una selezione di video interviste.
Palazzo Te a Mantova ospita dal primo febbraio al 30 giugno «Giulio Romano experience», che attraverso visori di realtà virtuale, schermi di realtà aumentata, proiettori ad alta definizione, audio di prossimità permetterà allo spettatore di entrare nella bottega e scoprire i segreti dell'opera architettonica e pittorica del Maestro del Manierismo.
Infine, dal 28 febbraio al 28 giugno, a Palazzo Roncale a Rovigo, tre artisti internazionali, uno per ciascuno degli ultimi tre secoli, reinterpretano la prima cantica dantesca nella mostra «Visioni dell'Inferno. Gustave Doré, Robert Rauschenberg, Brigitte Brand». La mostra si accompagna al progetto «La Grande Quercia», sempre nella stessa sede, che presenta le immagini del mitico, possente albero (sopravvissuto fino al 2013) al quale Dante si affidò per salvarsi quando si perse tra le acque e i boschi del Delta del Po.
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