Da The Fabelmans a Gli Spiriti dell’isola: i grandi snobbati con trenta candidature

NEW YORK. Gli Oscar 2023 per molti versi hanno fatto la storia: storiche le vittorie di due attori asiatici, Michelle Yeoh e Ke Huy Quan (il primo nato in Vietnam) assieme a quella della costumista...
NEW YORK. Gli Oscar 2023 per molti versi hanno fatto la storia: storiche le vittorie di due attori asiatici, Michelle Yeoh e Ke Huy Quan (il primo nato in Vietnam) assieme a quella della costumista Ruth Carter diventata la prima donna nera a vincere due Oscar (stavolta per Black Panther: Wakanda Forever) e della canzone Naatu Naatu, prima vittoria in quella categoria per un film indiano, e per di più di fronte a superstar come Rihanna e Lady Gaga.
La vittoria a valanga di Everything Everywhere All At Once ha messo in luce la rilevanza di un nuovo modo di fare cinema, e l’importanza per gli studi di scommettere su idee avventurose e originali come quelle proposte dai Daniels: A24 ha portato a casa ben nove trofei (oltre a quelli di Everything Everywhere, due per The Whale). La notte degli Oscar ha invece penalizzato film più tradizionali come Elvis, The Fabelmans, Gli Spiriti dell’Isola e Tar, usciti a mani vuote dalla cerimonia nonostante, tra tutti, avessero accumulato 30 nomination.
Snobbata, nonostante l’applauditissima performance di Tar, Cate Blanchett, che sperava di aggiungere un terzo Oscar alla maniera di Meryl Streep, ma Michelle Yeoh, prima miglior attrice asiatica, le ha tagliato la strada. E anche Angela Bassett nella categoria di premi più aperta alla vigilia – migliore attrice non protagonista – è rimasta a bocca asciutta: sembrava la frontrunner (la capofila) ma i giurati le hanno preferito Jamie Lee Curtis di Everything Everywhere All at Once.
Delusione anche per Steven Spielberg per The Fabelmans, il film più personale della sua lunga carriera: i 35enni Daniel gli hanno strappato il premio alla regia. Snobbato anche Elvis di Baz Luhrman, un film arrivato alla vigilia con otto candidature tra cui quella di Austin Butler come migliore attore: la statuetta è andata invece a Brendan Fraser di The Whale.
E anche Tom Cruise, che già in partenza aveva disertato la cerimonia per ragioni di lavoro, è rimasto a mani vuote: il suo Top Gun: Maverick ha vinto solo per il sonoro, così come l’altro campione di incassi, Avatar: La via dell’acqua, un premio per gli effetti speciali. È stata invece una bella serata per due comeback kids (ragazzi che tornano), oltre a Fraser che per anni era rimasto in panchina, Ke Huy Quan: scappato dal Vietnam in fiamme aveva cominciato a recitare da bambino in Indiana Jones e il tempio della Paura e The Goonies, ma una volta cresciuto non aveva più trovato parti fino a quando non era stato “ripescato” per il ruolo del marito della Yeoh in Everything Everywhere.