Dall’hip hop al cantautorato Ecco i segreti di Franco126

L’artista domani allo stadio di Ortona con la data 0 del tour “Multisala Premiere” «Vi porto il mio nuovo album: ha un sound vario, ho voluto sperimentare molto»
ORTONA. Una scrittura «in continua evoluzione», un percorso artistico nato con l’hip hop, da giovanissimo, che lo ha portato alla collaborazione con Carl Brave fino ad arrivare all’attività da solista. È in programma domani 21 luglio a Ortona la data zero di “Multisala Premiere”, il nuovo tour di Franco126, al secolo Federico Bertollini. L’appuntamento è fissato alle 21.30 allo Stadio comunale, nell’ambito della stagione estiva del Comitato Manifestazioni Ortonesi.
“Multisala”, il suo secondo album, è arrivato a due anni di distanza da “Stanza singola”. Quali sono i punti di forza e quali le novità rispetto al precedente lavoro?
«Sicuramente, uno dei punti di forza dell’album è la scrittura, che ho perfezionato. La mia è una scrittura in continua evoluzione. C’è stata anche un’evoluzione del sound, che in questo disco è più vario, mentre nel precedente c’era maggiore coesione. Ho voluto sperimentare, gli ascolti che ho fatto mi hanno portato a prendere direzioni diverse. “Stanza singola” era un disco incentrato su di me, molto intimo, “Multisala” spazia tra i temi, ho affrontato varie tematiche: c’è un pezzo più autobiografico, ci sono pezzi descrittivi, pezzi che descrivono il passare del tempo…».
Come “Maledetto tempo”, ispirato, ha dichiarato, al discorso di addio al calcio di Francesco Totti e a “Il campione” di Califano…
«Inizialmente, il brano avrebbe dovuto essere parte della colonna sonora del film su Francesco Totti. Era un pezzo molto diverso. Quando la cosa non è andata in porto, ho deciso di asciugarlo e di renderlo più universale. Anche l’arrangiamento è differente. Il brano ha avuto un’altra vita».
“Multisala” è stato anticipato dal singolo “Blue Jeans”, in collaborazione con Calcutta e disco d’oro. Ha all’attivo diverse collaborazioni. C’è un artista in particolare con cui le piacerebbe lavorare?
«Ce ne sono molti. Sicuramente quelli che danno la priorità alla scrittura, che è la cosa che amo di più».
Il suo esordio artistico è legato all’hip hop, ma il suo percorso l’ha poi portata verso il cantautorato. Ha dichiarato di ispirarsi a nomi del calibro di De Gregori, Baglioni, Dalla…
«Ho iniziato ad appassionarmi all’hip hop intorno ai 14 anni. Ho sempre ascoltato tanta musica, su Mtv, questo mi permetteva di variare i miei ascolti. Ho cominciato con l’hip hop, sono poi arrivato alla collaborazione con Carl Brave e al disco “Polaroid”, che è stato un punto di svolta. Mi sono successivamente spostato sul cantautorato, ma l’hip hop è stato una grande palestra. Il tour proseguirà tutta l’estate, mi esibirò in brani di “Multisala”, “Stanza singola” e anche in alcuni pezzi di “Polaroid”. La scenografia ricorderà un cinema, come suggerisce il titolo “Multisala”. È importante, dopo le chiusure che ci sono state, recuperare il contatto con il pubblico e la dimensione live, sia per noi artisti sia per la gente».