“Dalle sbarre alle stelle”, Insinna e i detenuti di Pescara in tour

PESCARA. “Dalle sbarre alle stelle”, il progetto teatrale del Teatro Stabile d’Abruzzo realizzato con la Casa circondariale di Pescara, diventa il case history del progetto formativo sui percorsi da...
PESCARA. “Dalle sbarre alle stelle”, il progetto teatrale del Teatro Stabile d’Abruzzo realizzato con la Casa circondariale di Pescara, diventa il case history del progetto formativo sui percorsi da e per il carcere in Italia realizzato dall’Università di Sassari “Dentro & fuori”.
“Dalle sbarre alle stelle” è il risultato di un percorso teatrale sostenuto dal Tsa con la direzione artistica di Simone Cristicchi, durato 7 mesi e tenuto dal regista Ariele Vincenti con il giornalista-regista Fabio Masi. Lo spettacolo è tratto dal libro “Cento lettere. Dalle sbarre alle stelle” di Attilio Frasca e Fabio Masi (Itaca Edizioni), adattamento teatrale di Masi e Vicenti, che cura anche la regia, con 10 detenuti della carcere di Pescara e Flavio Insinna. «È una grande soddisfazione per noi tutti essere qui con gli studenti dell’Università di Sassari», ha sottolineato Masi, «un’altra piccola medaglia che dedichiamo ai ragazzi della compagnia teatrale di Pescara. Ad ottobre nuove date nei teatri fuori». «Dalle sbarre alle stelle racconta la vita criminale di Attilio Frasca», spiega il regista , «dai primi reati alla lunga carcerazione. Tutta la vicenda è intervallata dalle sue lettere e da quelle scritte da due suoi amici fraterni, anch’essi reclusi, che da vari carceri arrivano a casa di un altro loro amico, Massimo, interpretato da Insinna. Pur fedele alla storia dell’autore narrante in prima persona, il lavoro teatrale ha voluto universalizzarla, facendola diventare la voce narrante degli altri detenuti in scena. Il delirio di onnipotenza, la solitudine e la redenzione descritti nel libro, nello spettacolo vengono tradotti scenicamente da 10 attori detenuti, sempre in scena come un corpo unico, attraverso emozioni forti e intime. Dalla spensieratezza dei bambini alle prime “marachelle”, dalla violenza allo stadio, ai reati “di strada” e non solo, fino alla carcerazione».