Dante e D’Annunzio: il “dialogo” tra 2 giganti a distanza di secoli

4 Novembre 2021

A Pescara convegno sul rapporto del Vate con il Poeta accompagnato da una mostra iconografico-filologica 

PESCARA. Un convegno e una mostra nel segno di Dante Alighieri e Gabriele D’Anunnzio, due giganti che a distanza di secoli si parlano. E ci parlano.
Nell’anno dantesco il Centro nazionale di Studi Dannunziani promuove a Pescara il convegno “Sotto il segno di Dante – d’Annunzio e il Sommo Poeta”, accompagnato dalla mostra iconografico-filologica “O voce di colui che primamente – Le parole di Dante. Le carte di D’Annunzio”, curata da Maria Teresa Imbriani. Patrocinio di Regione Abruzzo, Comune di Pescara, Fondazione Il Vittoriale, Università d’Annunzio, Fondazione Edoardo Tiboni. Il doppio appuntamento è per venerdì 5 e sabato 6 novembre al Mediamuseum. Non solo per specialisti, il convegno (che inizia in entrambi i giorni alle 9.30 e sarà trasmesso sui canali YouTube e fb del Centro) esplorerà l’ammirazione di D’Annunzio per Dante, dimostrata dalle opere del Sommo presenti nella sua biblioteca, a partire dalla Commedia, profusamente annotate. Fonti di ispirazione ed emozioni non solo letterarie. I relatori: Alberto Granese (Università di Salerno), Angelo Piero Cappello (Centro per il libro e la lettura, ministero Cultura), Antonio Zollino (Università Cattolica, Milano), Maria Teresa Imbriani (Università di Macerata), Maria Rosa Giacon (Centro Studi Dannunziani), Marco Presutti (Centro Studi Crociani) e, per l’Università D’Annunzio Mirko Menna, Gianni Oliva, Mario Cimini, Andrea Lombardinilo, Pierluigi Ortolano. La mostra “O voce di colui che primamente”, curata da Imbriani (progetto grafico Isabella Mazzatura), sarà inaugurata domani alle 17.30. Realizzata con la Fondazione Il Vittoriale, l’esposizione propone un percorso tra i testi che, dalle carte e opere di D’Annunzio, conduce a Dante. Autografi, codici, prime edizioni, immagini d’epoca, appunti, alcuni inediti, a penna o a matita a margine della Commedia, prime stesure, lettere, un prezioso taccuino. «Uno dei possibili itinerari nel mare magnum dell’Officina dannunziana. La lettura che D’Annunzio fa di Dante, di quella «cattedrale di parole» che è per lui la Commedia, va ben oltre la presenza simbolica del poeta di ascendenza risorgimentale, e, pur consacrandolo a padre della patria, emblema della difficile unità finalmente conseguita, punto di riferimento essenziale della Nuova Italia, sono poi le parole di quel padre a offrigli continuamente occasione di confronto e rinnovamento nel lavoro intellettuale», si legge nelle note di presentazione della mostra «Oltre al Dante uomo, esule e pellegrino, oltre al Dante eroe e simbolo dell’impresa bellica fino a Fiume, il Dante della Commedia è per D’Annunzio l’emblema della poesia, modello essenziale per la lingua. La curatrice ha perciò voluto seguire D’Annunzio cogliendolo al tavolo di lavoro, guardando direttamente le sue carte, quelle delle opere compiute, ma anche le annotazioni e le chiose di cui abbondano gli autografi. Lo ha sorpreso mentre compone, mentre legge, mentre annota, mentre costruisce il suo monumento di carte ovvero quell’opera d’arte che lo rende degno e unico erede di Dante, che lo battezza figlio vero e legittimo anche nel nome, Gabriele degli Alighieri».