De Ritis: vi racconto la mia rivoluzione dell’estate pescarese

Il nuovo presidente dell’Emp: il Pescara International Arts Festival, un mese di spettacoli fra Bacharach e De Gregori
PESCARA. Musica, danza, recital, circo: tutti dentro un unico contenitore, per una rassegna che durerà un mese intero, racchiusa fra due parentesi di eccellenza, l’apertura, il 10 luglio, con Burt Bacharach e la conclusione, il 10 agosto, con Francesco De Gregori. E’ questa la novità dell’estate degli spettacoli a Pescara. Lo racconta, in anteprima, al Centro, Raffaele De Ritis. Pescarese, 48 anni, regista di spettacoli circensi che hanno girato il mondo (con all’attivo, fra l’altro, recensioni da una pagina intera del New York Times) e inventore, 9 anni fa, della kermesse estiva di Funambolika, De Ritis è da poco più di due mesi, il nuovo presidente dell’Emp, l’Ente manifestazioni pescaresi.
De Ritis, che cosa sarà l’estate a Pescara?
Cercheremmo di fare qualcosa che nessun altro fa. Quello che mi ha guidato sono i modelli internazionali. Non mi interessa creare un evento ma un modello, qualcosa che non esisteva prima. D’altronde i nuovi criteri fissati dal ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ci finanzia, hanno imposto qualcosa che in Italia si fa difficoltà a recepire, cioè la progettualità. Il nostro progetto è su base triennale ed è una cosa che si chiama Pescara International Arts Festival.
Che cos’è?
Non è un contenitore ma uno strumento unico in Italia e probabilmente nel Centrosud europeo, che vuole fare dialogare elementi diversi come il jazz, la danza, la canzone.
Qualche esempio?
Intanto c’è il concerto di Burt Bacharach che inaugurerà il festival, che si svolgerà dal 10 luglio al 10 agosto. Il pubblico delle due rassegne Pescara Jazz e Funambolika non perderà niente.
Ci dà qualche anticipazione di quello che invece troverà?
La prima. Presenteremo uno spettacolo, che sarà coprodotto da noi e che, dopo, andrà in scena all’Auditorium di Roma per poi girare l’Europa. Si tratta di un’operazione che mette in rapporto l’acrobazia e lo swing, con il Circo El Grito e un’orchestra italiana di swing che si chiama Emanuele Urso Sextet. Lo spettacolo andrà in scena sotto il tendone del porto turistico. La seconda anticipazione riguarda sempre una produzione che incrocia generi diversi. E’ uno spettacolo francese, che andrà in scena al teatro D’Annunzio. Si chiama Edith Piaf Show, sulla vita della grande cantante. Lo avremo in esclusiva per l’Italia. E’ un racconto della vita della grande interprete francese, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, attraverso canzoni, proiezioni. L’interprete è francese, si chiama Anne Carrere. Un’altra anticipazione simboleggia bene l’incrocio di linguaggi su cui si basa il festival. E’ uno spettacolo della compagnia canadese dei Seven Fingers, che il Time Magazine ha definito una delle 10 migliori produzioni fra quelle che mischiano acrobazia, musica dal vivo, danza e video art. Lo spettacolo si chiama Traces,Fra Londra e Parigi farà a Pescara l’unica tappa italiana. In totale il festival proporrà dieci spettacoli. Sarà la più importante rassegna artistica d’Abruzzo.
Il jazz che spazio avrà?
Tre serate dal 17 al 19 luglio con due concerti ogni sera al teatro D’Annunzio. Nei tre giorni precedenti, invece, avremo tre serate di Funambolika. Il programma del jazz, che presenteremo in maggio con tutto il resto del festival, è estremamente forte. Il tema generale del festival, oltre alla fusione di discipline e generi diversi, è quello del racconto. Prendiamo, per esempio Bacharach. Un suo concerto racconta, oltre al personaggio Bacaharach, anche mezzo secolo di Storia. In questa stessa logica si inserisce un altro personaggio che proponiamo, Francesco De Gregori che concluderà il festival, il 10 agosto, con un concerto in cui racconterà tutto i suoi più grandi successi.
C’è un artista che sogna di portare al festival?
Mi viene in mente Charles Aznavour. Ma quello che vorrei portare a Pescara sono cose ancora sconosciute, ma di livello e qualità internazionali, che poi noi possiamo contribuire a rendere famose sul mercato. Un po’ come è accaduto, l’anno scorso, a Funambolika quando, dall’Australia, abbiamo portato uno spettacolo nuovo, di acrobazia e danza, che si chiama Circa, e che ora è nel circuito mondiale.
Che cosa di abruzzese sarà presente nel festival?
Siamo in una rete che si chiama Progetto Backstage e portiamo due operazioni a metà fra teatro e musica in cui coinvolgiamo talenti abruzzesi emergenti con grandi maestri. Alcuni di loro lavoreranno sotto la guida dei Solisti Aquilani, altri con Giorgio Barberoi Corsetti.
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