Debora Caprioglio e Franco Oppini nell’Anfitrione di Plauto a Pescara

PESCARA. Prende il via questa sera alle 21.15, Teatro al D’Annunzio di Pescara, la ricca stagione di prosa promossa dall’Emp (Ente manifestazioni pescaresi), terza e nuova sezione del PeFest. Fari...
PESCARA. Prende il via questa sera alle 21.15, Teatro al D’Annunzio di Pescara, la ricca stagione di prosa promossa dall’Emp (Ente manifestazioni pescaresi), terza e nuova sezione del PeFest. Fari accesi, dunque, sul palco del teatro di lungomare Colombo a Pescara Porta Nuova, per “L’Anfitrione” di Plauto, uno spettacolo coprodotto dall’Emp in collaborazione con TeatroPer di Fausto Costantini e SiciliaTeatro di Sebastiano Lo Monaco. Protagonisti di questo classico del teatro comico della letteratura latina saranno gli attori Debora Caprioglio e Franco Oppini con Tonino Tosto, Barbara Bovoli e con la partecipazione straordinaria di Enzo Casertano. la regia dello spettacolo è di Livio Galassi.
«Lo spettacolo», si legge nelle note di presentazione, «restituisce il gioco degli equivoci, della perdita d'identità, dei doppi, degli dei che si fanno umani: Giove assumerà le sembianze di Anfitrione e Mercurio quelle del servo Sosia (emblematico il nome). Al centro una donna, Alcmena (Barbara Bovoli), sempre accompagnata dalla sua serva Bromia (Debora Caprioglio)».
«Mi accosto a questo Anfitrione», dice il regista Livio Galassi, «in rispetto del testo plautino, nella ricostruzione delle sue pirotecniche lessicali reinventando – per quanto possibile - le sue godibili sonorità, uno snellimento della trama a favore di una più diretta comunicativa, un dinamismo gestuale e recitativo che ripercorre le feconde intuizioni che, nate da Plauto, attraverso la Commedia dell’arte sono giunte fino a noi. Uno scoglio non da poco la perdita di circa trecento versi, e nel momento più significativo della commedia: l’incontro dei due Anfitrioni. La trama si complica, si contorce, si arrovella,«fino al più esilarante, inestricabile, parossismo che solo il deus ex machina riuscirà felicemente a dipanare».
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