Debora Villa: «In scena porto i guai di coppia per capire e riderci su»

30 Marzo 2022

L’attrice a Pescara con il monologo da 50 milioni di copie “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

PESCARA. Uno spettacolo leggero e divertente alla scoperta dell’altro sesso, mostrando le differenze tra gli uomini, i “marziani”, e le donne, le “venusiane”, in una esilarante «terapia di gruppo collettiva». Andrà in scena giovedì 7 aprile, al teatro Massimo di Pescara, per la stagione teatrale “Rinascita” targata Baltimore Production, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” (inizio ore 21).
Lo spettacolo, che vede protagonista Debora Villa, è tratto dal best seller dello psicologo John Gray (50 milioni di copie vendute)nell’adattamento teatrale di Paul Dewandre. Si ride e si riflette sulle differenze tra i due sessi, come racconta al Centro l’attrice milanese. «Lo spettacolo è liberamente ispirato al libro di Gray. Tutto ciò che c’è di psicologico, le suddivisioni di tipologia comportamentale, questo è di Gray. Faccio qualche esempio: lui razionale, lei emozionale, lui quando ha i problemi li vuole risolvere da solo, lei ne vuole parlare ... Tutto questo è reale, poi i contenuti, ossia come fa lui a risolvere i problemi da solo, come si comporta lei quando ne vuole parlare, come si comporta lui in maniera razionale, come si comporta lei in maniera emozionale, questi ce li metto dentro io. Sono contenuti comici che partono, però, da un presupposto di realtà».
Gli opposti si attraggono: funziona davvero?
Sì, assolutamente. Ma diciamo che si attraggono quelli simili, quelli opposti, quelli un po’ così e così…diciamo che l’attrazione è una questione di chimica. Purtroppo, perché è proprio su quella che si cade! Ti attrai chimicamente, poi ti rendi conto che a livello intellettivo non hai magari nulla in comune, non riesci a condividere progettualità e vita di coppia. Quindi scoppiano le coppie.
La pandemia ha acuito la difficoltà dei rapporti?
Tantissimo. Ci sono stati focus importanti sul fenomeno agghiacciante della violenza di genere, incrementata durante la pandemia. Per quanto riguarda le coppie che invece viaggiavano normalmente, ci sono anche quelle che si sono cementate. La patologia ha acuito le problematiche, l’amore ha acuito l’intensità del sentimento».
Uomini e donne, due mondi lontani. Come superare queste differenze? Qual è il consiglio?
Ascoltarsi. I problemi sono legati alla comunicazione, la comunicazione è fatta di due cose: ascolto e parola. Il messaggio io lo veicolo, ma deve essere recepito. Senza ascolto non c’è comprensione, senza comprensione non ci può essere relazione.
Al suo spettacolo c’è più presenza femminile o maschile?
La maggioranza è femminile, diciamo un 60% donne e un 40% uomini
Qual è il punto di forza dello show?
È una terapia di coppia collettiva, quindi “mal comune mezzo gaudio”. Se uno vede che le magagne della propria coppia sono universali e condivise si rilassa, ci si fa una risata e tutto passa. I messaggi che io do sono veicolati in maniera comica. Le persone si divertono, si rivedono ironicamente: non è uno spettacolo contro l’uomo o contro la donna. Non ci sono vincitori né vinti, ci si fa due risate su tutti stereotipi di genere e si va a casa più leggeri e più tranquilli. Mostro le differenze e do qualche consiglio in maniera simpatica, senza entrare nel campo della psicologia perché faccio la comica e non la psicologa.
Tra i personaggi che ha interpretato nella sua carriera, ce n’è uno a cui è rimasta più legata? E cosa le piaceva di quel personaggio?
Ovviamente Patti di “Camera Café”. Considerando le repliche sono vent’anni che va avanti, almeno una volta una puntata l’hanno vista tutti. Mi piaceva la sua spontaneità: Patti è una mina vagante senza peli sulla lingua. È una “sottona” quando non riesce a reagire, ma quando lo fa si fa sentire.
Ha mai subito discriminazioni in quanto donna sul lavoro?
È nella norma, purtroppo. Il compenso è la prima cosa che salta agli occhi, un uomo viene sempre e comunque valutato di più. A parità di esperienza e di valore ci dovrebbe essere equità e invece non c’è. Poi le battute, il fatto che si faccia spogliatoio. Sei sempre un po’ esclusa.