Debutto a Belfast per “Sos” di Rosato, viaggio musicale da Bach a De Federicis

LANCIANO. L’evocazione del mare come amore e morte, l’affondamento del Titanic, le possibilità espressive della tuba. Sentimenti di molteplice natura nel concerto “Sos” ( Sinking on singing) per tuba...
LANCIANO. L’evocazione del mare come amore e morte, l’affondamento del Titanic, le possibilità espressive della tuba. Sentimenti di molteplice natura nel concerto “Sos” ( Sinking on singing) per tuba sola, del compositore abruzzese Paolo Rosato in prima esecuzione a Belfast, Olympic Suite del Titanic Museum, il mese scorso.
Un brano composto per la ricorrenza dei 110 anni dalla tragedia del transatlantico britannico e dedicato al giovane e affermato concertista Gianmario Strappati, 22enne di Ancona, ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo nonché virtuoso della tuba, strumento particolare nel panorama concertistico internazionale eppure con una sua peculiarità, «se abilmente suonato», come sottolinea Rosato, «non ha nulla da invidiare a strumenti più noti quali violino, flauto, clarinetto, tromba o sax».
Il concerto “Musical journey with the Tuba” prevedeva brani di Marcello, Bach, Puccini, Mascagni, Rossini, Donizetti, Williams, Monti, Da Costa Coelho e dell’abruzzese Mauro De Federicis. Rosato, che da tempo collabora con Strappati a un progetto per la valorizzazione della tuba, aggiunge in proposito al concerto tenuto in Irlanda: «Il titolo del brano “Sos”, qui acronimo di Sinking on singing, si arricchisce di nuove interpretazioni, da quella letterale di “sprofondare nel canto” alla sua inversione (cantare nello sprofondare), suggerendo altri possibili rapporti fra il canto ed il naufragio». «Il drammatico evento, di cui la distanza temporale ha ormai attenuato l’impatto umanamente tragico, viene evocato metaforicamente attraverso le possibilità espressive e virtuosistiche della tuba: suoni di cantieri navali, motori che girano, macchine che si rompono, violente onde del mare, disastroso impatto, ghiaccio che si frantuma e altro ancora, si succedono senza un rigoroso riferimento a un programma narrativo a cui l’ascoltatore debba sottostare. Prevale piuttosto il carattere evocativo di suoni e rumori che tendono sempre più a farsi canto, così che altre immagini possano affiorare, prima fra tutte quella delle sirene – croce e delizia nella mitologia dei naviganti – che svelano lo stretto legame tra mare, amore e morte, come ben sa chi al mare ha consacrato la propria vita». Rosato, compositore e musicologo nato a Lanciano, ha pubblicato saggi e libri di analisi musicale in Europa e negli Usa. Ha completato l’opera inedita di Ottorino Respighi “Al mulino”, in programmazione nella stagione del Teatro Verdi di Trieste per il prossimo giugno. (j.f.)