Delbono re di una mini stagione di favole

14 Novembre 2023

Sul palco di Teramo il due volte Premio Ubu con “Amore”, viaggio musicale e lirico nell’anima. Poi spettacoli per l’infanzia

TERAMO. “Amore” dopo “La Gioia”. A Teramo la stagione teatrale di Acs – Abruzzo Circuito Spettacolo riparte dall’autore attore regista Pippo Delbono. Il due volte Premio Ubu ha concluso il precedente cartellone dell’associazione ad aprile con “La Gioia”, acclamato spettacolo del 2018. Ma da annotare è anche la presenza al teatro Comunale, con lo storico spettacolo per bambini “Buchettino”, di Chiara Guidi, co-fondatrice a Cesena insieme a Romeo e Claudia Castellucci e Paolo Guidi della gloriosa Societas Raffaello Sanzio.
Quattro appuntamenti, “Amore” della Compagnia Delbono e tre proposte di teatro per l'infanzia, in una stagione concentrata in meno di tre settimane, presentata ieri alla stampa da direttore artistico e presidente Acs, rispettivamente Domenico Polidoro e Stefano Scipioni, insieme al sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla cultura Antonio Filipponi. Il 30 novembre ecco “Amore” (ore 21), spettacolo di Pippo Delbono, nome tra i maggiori del teatro di poesia e ricerca, cantore della marginalità e sofferenza. Datato 2021, “Amore” arriva a Teramo dopo una tournée internazionale giunta fino in Cina.
Lo spettacolo è nato dall’incontro di Delbono col produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal comune desiderio di uno spettacolo su quel Paese. Con attori storici della Compagnia Delbono e artisti portoghesi di varie discipline, “Amore” «è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo, l’Angola, Capo Verde – e una interna, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado», si legge nella presentazione. «L’immagine è un quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda. E c’è, poi, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto, ipnotico, salmodiare al microfono». Lo spettacolo canta l’amore in tutte le sue forme, aggiunge Polidoro, che spiega: «Sulla scena ritagliata dalle superfici geometriche di una luce rosso sangue si staglia uno spoglio albero bianco, richiamo all’albero di Giacometti per la messinscena di “Aspettando Godot” di Beckett, che durante la performance viene costantemente innaffiato e alla fine rifiorisce. L’uomo potrà continuare a sognare il sogno di un’umanità liberata nel corpo e nella mente. I miracoli accadono, ma bisogna meritarseli».
Dicembre è per il teatro infantile, con tre lavori: “Buchettino” (dal 2 al 7, per 50 spettatori), tratto da “Le Petit Poucet” di Perrault, spettacolo di repertorio della Societas che gira il mondo dal 1995, con la Narratrice (Chiara Guidi) a raccontare le peripezie di Buchettino ai piccoli spettatori sdraiati nei lettini sotto le coperte; “Prometeo” (dal 9 al 13, L’Arca, per 30 spettatori), dal progetto Olympus Kids della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano; “Amarbarì” (dal 12 al 19, per 50 spettatori), teatro d’ombre della compagnia Unterwasser. «Abbiamo dedicato a ragazzi e bambini una programmazione diversa dal solito teatro a loro indirizzato, proponendo spettacoli mai “atterrati” in Abruzzo» dice Scipioni. «I lettini reali della favola di Buchettino, i giocattoli tecnologici di Prometeo e le macchine “pre-cinema” di Amarbarì sono il “grande vetro” della fantasia, dell’immaginazione e dell’essere “infanzia”. Questa ce la siamo pure immaginata come un arrivederci al teatro Comunale, che si appresta a un lungo sonno, e come una consegna alle future generazioni», conclude il presidente di Acs, gestore dal 2017 (e fino al 2029) del Comunale, che a metà gennaio 2024 chiuderà le porte per ristrutturazione fino al 2026.