Destinati all’estinzione Con Pintus si ride delle nostre debolezze

PESCARA. Dopo il sold out del 2018, Angelo Pintus torna in riva all’Adriatico con “Destinati all’estinzione” spettacolo che va in scena giovedì,, 7 novembre alle 21 al teatro Massimo. Sul palco il...
PESCARA. Dopo il sold out del 2018, Angelo Pintus torna in riva all’Adriatico con “Destinati all’estinzione” spettacolo che va in scena giovedì,, 7 novembre alle 21 al teatro Massimo.
Sul palco il 44enne comico triestino, noto al pubblico del piccolo schermo soprattutto per i programmi Colorado e Zelig, porta due ore e mezza di risate. Pintus gioca su paranoie e complotti dell’uomo contemporaneo, ironizza su chi parla col cane mentre lo veste, chi guida mandando messaggi col cellulare e chi parcheggia la macchina nel posto per disabili perché «tanto sono 5 solo minuti». Si interroga sul perché semplicemente tanta gente abbia smesso di usare il cervello, e passa in rassegna vizi e debolezze dei giorni nostri: c’è chi mette a ferro e fuoco Facebook dichiarando l’intenzione di fare quanto prima una rivoluzione, ma quando si va a stringere ha come preoccupazioni principali il complemese, il “ciaone” all’amico di turno o l’apericena.
Il monologo di Pintus è una riflessione in forma di risate su una possibile involuzione odierna della specie umana, fino appunto, come da titolo, alla possibile estinzione. Quello che fa tappa al Massimo è uno spettacolo da monologhista, irriverente, che a tratti sfocia nell’imitazione, che è stato tra l’altro uno dei primi cavalli di battaglia del comico triestino. Infatti Pintus proprio una decina di anni fa ha iniziato a farsi spazio in televisione imitando i personaggi sportivi nella rubrica “Sfighe”, che dentro Colorado scimmiottava “Sfide”, per poi allargarsi ai personaggi dello spettacolo. Giovedì al Massimo non mancherà poi un pizzico di improvvisazione, dettata dagli umori e dalle reazioni della platea per adattare il canovaccio al pubblico.
Tra un segnale e l’altro dell’estinzione come destino ineluttabile, si arriva a chi crede che la terra sia piatta, e a tutta una serie di piccoli segnali che fanno presagire il ritorno nientepopodimenoche dei Dinosauri. Ma all’ironia l’attore mischia riflessioni su temi attuali e spunti seri, andando oltre la parolaccia facile o la semplice freddura. La scenografia di “Destinati all’estinzione” è minimale: una poltrona sulla quale il comico si siede di tanto in tanto, un tavolino con dell’acqua, un finto telefono, qualche oggetto funzionale ai monologhi e una grande lavagna alle spalle, che Pintus utilizza per descrivere gli argomenti trattati e fissarli nella mente degli spettatori. La critica ha accolto questo come uno spettacolo che conferma e consacra l’attore triestino come “one man show” del panorama comico italiano. E gli numeri di Pintus non sono da estinzione: dopo “50 sfumature di Pintus”, “Ormai sono una milf” tra il 2015 e il 2017 è arrivato a duecento date a fronte delle le cinquanta fissate inizialmente, mentre “E se fosse stato il cavallo?” ha fatto furore fino al 2018. L’organizzazione della data pescarese è dalla Best Eventi.
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