Di Pietrantonio: «Leggere apre a mondi lontanissimi e libera dall’isolamento»

Teramo in corsa per la capitale del libro 2027. L’autrice Premio Strega fa il tifo per la corsa al riconoscimento ministeriale: «Un’occasione di valorizzazione dalla costa ai piccoli comuni dell’entroterra»
TERAMO. «La lettura? Apre mondi lontanissimi, anche quando si ha poco e ci si sente isolati. È una forma di libertà e una straordinaria occasione». La scrittrice premio Strega Donatella Di Pietrantonio dà la sua benedizione all’ambizione del sindaco Gianguido D’Alberto: Teramo Capitale italiana del libro, il prestigioso riconoscimento del ministero della Cultura, non è più una chimera. Il sogno dell’amministrazione guidata da D’Alberto ha superato il primo passaggio, in una rosa di 31 candidature, entrando nella shortlist dei sette comuni che si contenderanno il titolo.
Con il capoluogo, anche tante realtà della provincia a inanellarsi per disegnare una rete culturale che dalla costa arriva a toccare i borghi e i paesi dell’entroterra nel segno della pluralità: Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio, Nereto, Pineto, Roseto, Sant’Egidio, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto sono le voci di un progetto – Teramo e le sue valli – che arriverà, il 30 settembre, davanti ai banchi della commissione chiamata a giudicare l’audizione del Comune di Teramo e il dossier con le proposte per un anno di iniziative, confronti, festival, eventi dedicati al mondo del libro e alla promozione del patrimonio culturale teramano. Sì, perché per il sindaco D’Alberto non si tratta soltanto di un’iniziativa culturale in senso stretto, in una chiave puramente festivaliera, ma di «uno degli strumenti che abbiamo per rafforzare i legami sociali e accompagnare il percorso di rilancio delle comunità». Sulla stessa linea Di Pietrantonio: l’autrice pluripremiata di Arsita scommette sul progetto in una chiave di rilancio soprattutto per le piccole realtà interne: «Verrebbero coinvolti i borghi, i paesi, le realtà dalla fascia costiera fino all’entroterra e ai paesi più isolati e lontani e questo è l’aspetto più interessante, perché significa promuovere i libri e la lettura anche in quei posti in cui c’è veramente poco da fare o da vivere, da sperimentare. La lettura», spiega la scrittrice dell’Arminuta, «è un’attività che apre mondi interi, anche lontanissimi, e tutto quello che richiede è un libro. Significa, in sintesi, dare a tutti gli strumenti per uscire da una condizione di isolamento, dai limiti, dalle ristrettezze di alcuni luoghi, aprirsi alla novità, all’immaginazione, a realtà diverse».
E loda l’iniziativa promossa dall’amministrazione: «Sono molto felice del percorso che il sindaco di Teramo sta portando avanti insieme alla promozione di collaborazioni importanti, fra cui l’appoggio di un comitato scientifico in cui rientrano personalità di spicco, come quella di Giovanni Solimine della Fondazione Bellonci (Premio Strega, ndr) – e trovo lodevole il fatto che il progetto, se passerà le selezioni, andrà a coinvolgere tantissime realtà della provincia, creando una rete che si spinge oltre i confini di Teramo come città».
Ora, per il dossier teramano preparato dall’amministrazione D’Alberto, è il momento della seconda fase di selezioni: alla commissione, il Comune dovrà presentare i progetti, le iniziative pensati per valorizzare il titolo di Capitale italiana del Libro e raccontare, contestualmente, le qualità di un territorio che nella promozione culturale può trovare il volano per un riscatto anche in termini di turismo: «Adesso ci prepariamo alla seconda e decisiva fase, consapevoli dell’alto valore della nostra proposta», spiega il primo cittadino a poco più di una settimana dal nuovo banco di prova. Partecipazione che permetterà, tra l’altro, di proseguire il lavoro avviato attraverso il coinvolgimento dei comuni e delle realtà associative che hanno contribuito alla candidatura. Poi, sarà il momento di stilare nel dettaglio le proposte per il territorio: «L’esperienza della lettura può essere vissuta e condivisa in tanti modi diversi e originali», prosegue Di Pietrantonio, che a Penne ha preso parte, la scorsa estate, alla promozione del Silent book party, iniziativa che invita un gruppo di lettori a portare, all’aperto, in un punto di ritrovo, un libro da leggere silenziosamente, in modo indipendente: «Non è un gruppo di lettura, ma una lettura di gruppo», spiega la scrittrice di Arsita, «e soprattutto un’esperienza semplice ma preziosa, che ho amato molto. Ed è a costo zero, godendo degli spazi all’aperto, per leggere riscoprendo nello stesso tempo gli angoli più dimenticati o meno frequentati dei nostri posti, dei paesi delle aree interne più sottovalutati e da riscoprire». Ma intanto, per l’amministrazione D’Alberto c’è il banco di prova della commissione del 30 settembre: un’occasione straordinaria non soltanto per Teramo e la sua provincia, ma per una regione che vedrebbe, per la prima volta, il titolo di Capitale italiana del libro all’interno dei suoi confini.