«Dipingo soggetti sacri e invidio la vita degli animali»

26 Marzo 2020

L’artista di Giulianova trascorre l’isolamento anti-virus nella casa di Mosciano «Guardo i documentari in tv e mi manca il caffè al mattino nel bar della mia città» 

MOSCIANO SANT’ANGELO. «È come drogarmi: la pittura è il mio rifugio, un'altra realtà di comodo dove trovo riparo quando questo mondo mi va stretto». Gigino Falconi racconta con l'incanto dell'artista “bambino dentro” le sue giornate in tempi di reclusione in casa per l’epidemia di cornavirus. Vivacemente inoltratosi negli ottanta, settant'anni di pittura febbrile e ispirata, una venerazione incrollabile per la grande arte del passato, il maestro di origini teramane accoglie il Centro nella sua casa studio sulla collina di Montone, a Mosciano Sant'Angelo.
Falconi, la reclusione domestica ha cambiato le sue abitudini?
Questa specie di pestilenza sta cambiando di sicuro la nostra vita. Quello che mi preoccupa molto è il mutamento nel mondo dell'arte: trovo grande confusione. Nella ricostruzione la pittura sarà trascurata, emarginata. Ma credo nel tempo, nei ricorsi. Sarò pure egoista, ho un'età avanzata e la mia vita l'ho vissuta. Ho vissuto sempre nel mio studio, la costrizione oggettivamente non mi costa. Per distrarmi dalla tensione generale sto lavorando come non mai.
Cosa dipinge in questo periodo?
Alla luce di questo dramma sto dipingendo soggetti sacri, un genere in cui mi sono sempre rifugiato in momenti di crisi di idee. Ognuno di noi porta sulle spalle un autore che lo ha indirizzato, la storia dell'arte è ricca di esempi in questo senso. La Chiesa ha salvato tanta arte, alla Chiesa si devono storie di mecenatismo importante, cosa oggi un po' assente. Credo di essermi incaponito sulla grande pittura piuttosto che proiettarmi verso un ignoto che non sappiamo dove ci porta.
Cosa trova nell'arte del passato?
La possibilità di vivere in un mondo diverso, anche se sono angosciato dal presente. Sono un pittore delle emozioni, vado alla ricerca del bello, un ideale che quando corrisponde con la propria ricerca diventa capolavoro. L'unico modo per l'artista di sopravvivere è crearsi una sua immortalità. Mi dà gioia lasciare il mio pensiero sulla tela. La felicità è fatta di momenti, non dura una vita, il privilegio che mi dà la pittura è la mia felicità. Un'emozione che provo davanti ai quadri di Vermeer, del divino Raffaello, di Guido Reni, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio.
Chi la spunta?
A differenza di Leonardo, uno svogliato, Michelangelo, un ambizioso, Caravaggio, un passionale, Raffaello ha amato il vero bello. Nel poco tempo che è vissuto ha raggiunto la grandezza Ancora oggi è il pittore più amato dalle donne, non c'è giorno che almeno una donna non porti una rosa sulla sua tomba al Pantheon. Della donna Raffaello ha saputo rappresentare la parte sensualmente più viva, basti guardare “La Velata” (conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, ndr.
Cosa fa quando non dipinge?
Guardo soprattuto i documentari su Rai5, proprio stamattina si raccontava del massacro delle foche in Antartide per mano di gente bestiale. Quello che sta accadendo può sembrare una rivolta della natura. Non amo gli animali ma li rispetto, non mangio carne da almeno quarant'anni, mi sento più vicino agli animali che agli uomini.
Di cosa ha nostalgia in questi giorni?
Mi manca il caffè in tarda mattinata nel bar della mia città, Giulianova. Belle poltrone, bella clientela, un rito che mi concilia la giornata. Il caffè deve essere elegante, qualcosa d'élite, aristocratico. Anche in paese ho il mio bar preferito, non foss'altro per il nome nobile che si è dato. Non amo il caffè di casa, lascia un retrogusto cafone...
Come festeggerà poi che tutto questo male sarà finito?
Per prima cosa prenderò con me il più piccolo e brutto cagnetto del canile: è sempre una bella compagnia nonostante pensi che il cane sia un animale servile, ruffiano. Il gatto invece ha una sua dignità. Invidio l'animalità, mi incanto a guardare documentari di natura con gli animali che vivono felici, se ne fregano di tutto, anche dell'epidemia, la sola paura che hanno è di incontrare un umano!
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