Domani su Rai1 i grandi del pop spiati dai servizi
ROMA. Chi avrebbe mai immaginato che un autorevole agente segreto, già eroe della Resistenza italiana, sorvegliò - grazie al figlio cantante - i primi passi del rock italiano, muovendosi con...
ROMA. Chi avrebbe mai immaginato che un autorevole agente segreto, già eroe della Resistenza italiana, sorvegliò - grazie al figlio cantante - i primi passi del rock italiano, muovendosi con disinvoltura tra Adriano Celentano e Enzo Jannacci, tra Little Tony e Giorgio Gaber?. E chi poteva pensare che fu Franco Migliacci, autore con Domenico Modugno di “Volare”, il garante dell’intelligence Usa per rilasciare il visto di soggiorno a Lucio Battisti quando l’artista nel 1976 chiese di trasferirsi in America. Tutto questo, ed altro, è in “Segreti pop: la musica spiata”, programma di Michele Bovi che partirà domani su Rai1 alle 23,25.
E si parla anche di Vasco Rossi, il quale lasciò il manager che lo aveva portato al successo quando scoprì i suoi legami con i servizi segreti: l’uomo si chiama Enrico Rovelli, il suo nome in codice per l’Ufficio Affari riservati del Viminale era Anna Bolena, manager oltre che di Vasco anche di Patty Pravo e altri celebri artisti nonchè fondatore di Radio Deejay e di alcuni tra i locali da ballo della Lombardia più amati da due generazioni di ragazzi. E Rovelli per la prima volta parla in tv dei suoi rapporti con il mondo dello spettacolo nel programma di domani. Dai Rokes ai Pooh, al Banco del Mutuo Soccorso storie di sorveglianza esercitata nei confronti dei gruppi musicali beniamini dei giovani. Le testimonianze di artisti, addetti ai lavori e tecnici dell’intelligence per svelare 60 anni di monitoraggio su band e cantanti italiani da parte di 007 nostrani e ambasciate straniere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA