Don Cristiano: sono un prete e racconto storie di vita Lgbt

5 Febbraio 2023

Il parroco pescarese pubblica “L’amore è uno sconosciuto” (edizioni San Paolo) «L’anima non ha identità sessuale, cerco di dare speranza a chi si sente ultimo» 

PESCARA. «L’anima non ha identità sessuale, ma solo chiede di accoglierci nell’amore». Sarà presentato ufficialmente martedì 14 febbraio alle ore 19, nella parrocchia della Visitazione di Maria di Pescara, il nuovo libro di don Cristiano Marcucci: “L’amore è uno sconosciuto - Storie Lgbt che hanno cambiato la mia vita da prete” (Edizioni San Paolo). Una data simbolica, il giorno in cui si celebra l’amore, quella scelta da don Cristiano per la presentazione del suo nuovo lavoro, che è già disponibile online e nelle librerie fisiche. L’amore è al centro del libro, un romanzo autobiografico che tratta «il complesso e attualissimo tema del mondo Lgbt» attraverso sette potenti storie che don Cristiano ha conosciuto durante la sua esperienza da “prete di strada”. Un libro che vuole dare un messaggio di speranza «a chi si è sempre sentito ultimo, escluso e dimenticato» e che, nello stesso tempo, è la riflessione «di un prete a contatto con i colori dell’amore, che spesso non sono catalogabili in schemi, ma solo da accogliere in misericordia». Un viaggio interiore «ricco di speranza e tenerezza, in cui tutti possiamo ritrovarci».
Don Cristiano Marcucci, pescarese, è un’autentica forza della natura. Anima della parrocchia Visitazione di Maria, nel quartiere Zanni, si definisce «un prete per i lontani e un counselor per i peccatori». Tra la gente e per la gente, le sue messe e catechesi sono molto partecipate e coinvolgenti, le sue riflessioni sono seguitissime sul suo canale personale YouTube “Oltre”. Consulente coniugale e familiare, dal 2008 è presidente del Consultorio Familiare diocesano.
Don Cristiano come nasce “L’amore è uno sconosciuto”?
Come tutti i miei libri: dall’esperienza, dalla strada. Essendo parroco da tanti anni, la strada è la mia maestra. Ho deciso di raccontare la mia esperienza in modo artistico, attraverso un romanzo. A differenza dei due libri precedenti, infatti, “L’amore è uno sconosciuto” non è un saggio: racconta la storia di un prete rigido e del suo processo di cambiamento che avviene attraverso sette incontri con persone Lgbt. Il sette è un numero simbolico, tra la terra e il cielo. Attraverso questa storia racconto la mia esperienza di crescita spirituale. Ho scelto di raccontare gli incontri che per me sono stati più significativi in forma romanzata.
Un argomento di certo non convenzionale per un sacerdote. In che modo questi incontri hanno cambiato la sua vita da prete?
Il mondo Lgbt per un prete, per l’istituzione, è sicuramente un fuori schema. Mi richiamo molto umilmente alla vita di Gesù, che è stato avvicinato molto più dai “lontani” che dai “vicini”. Questi incontri mi hanno permesso di conoscermi meglio. Il libro ha un capitolo iniziale e uno finale e sette capitoli per ogni incontro; ognuno si sviluppa su due registri, ha due dimensioni: quella umana, orizzontale, ossia il racconto degli eventi, ma poi c’è il registro divino, interiore, in cui racconto il cambiamento, quello che accade dentro di me. Racconto le mie rigidità, i miei blocchi. Gli incontri veri ti cambiano la vita, c’è un prima e un dopo. Da prete sono un curatore di anime e l’anima non ha identità sessuale, è maschile e femminile, va oltre la dimensione categorica strutturata, terrena. Io ho imparato ad andare oltre, perché quando incontri qualcuno incontri la persona. L’anima non ha categorie, l’importante è aprirsi all’incontro e non mettere paletti e pregiudizi. Grazie a loro ho imparato ad aprirmi all’amore che non ha connotazioni particolari, ma chiede solo di essere disposti a incontrarlo.
Una testimonianza preziosa, quella affidata alle pagine del suo romanzo…
Spero possa essere un motivo di riflessione, perché tutti abbiamo pregiudizi, schemi e facciamo fatica a vedere il punto di vista dell’altro. Sicuramente poter pubblicare con la San Paolo, casa editrice cattolica, un libro su questa tematica rappresenta un importante passo in avanti. Un grazie va a Papa Francesco e al mio vescovo per avermi dato l’opportunità di scrivere questo romanzo. È stato un grande atto di apertura e fiducia.