Donzelli: «Così ho disegnato la corsa delle bighe in Ben Hur»

28 Settembre 2016

L’artista teramano è autore dello storyboard del remake del film del 1959 nelle sale da domani: «Da Scorsese a Siani, la mia vita fra Hollywood e l’Italia»

TERAMO. C'è anche la mano di un abruzzese nel nuovo «Ben Hur» di Timur Bekmambetov, con Jack Huston e Morgan Freeman, in sala domani. Il disegnatore e filmaker teramano Cristiano Donzelli ha realizzato gli storyboard della celeberrima corsa delle quadrighe e di altre scene cruciali per la megaproduzione statunitense che, 47 anni dopo il colosso storico diretto da William Wyler e interpretato da Charlton Heston (11 Oscar), sfruttando la nuova popolarità del genere peplum, riporta sul grande schermo l'epica vicenda dell'ebreo Ben-Hur. Girato tra Cinecittà World e Matera, il film del regista kazako si è avvalso di molte professionalità italiane, tra cui un altro abruzzese (si legga l’articolo in basso), il pittore e decoratore di scena Paolo Cameli, di Silvi.

Cristiano Donzelli, 47 anni il 1° dicembre, storyboard artist tra i più richiesti, ha una carriera ultraventennale alle spalle, con molti titoli e collaborazioni importanti. Le sue tavole (lo storyboard è la sceneggiatura disegnata, con l'illustrazione dello script inquadratura per inquadratura) hanno permesso ai registi di visualizzare scene complesse prima di passare alle riprese. A lui si sono rivolti due premi Oscar, Gabriele Salvatores per «Educazione siberiana» e Paul Haggis per «The Third Person». Una cinquantina le collaborazioni: da «Gangs of New York» di Martin Scorsese a «Le crociate» di Ridley Scott, «Miracolo a Sant'Anna» di Spike Lee, «Zoolander 2» di Ben Stiller, e i tre film di Alessandro Siani, «Il principe abusivo», «Si accettano miracoli» e «Mister Felicità», in uscita il 1° gennaio. In partenza per Los Angeles, Cristiano Donzelli ha raccontato al Centro di «Ben-Hur» e altre imprese. «Il mio lavoro si è svolto a stretto contatto con il regista e con il supervisore agli effetti speciali, Jim Rygiel, vincitore di tre Oscar per la trilogia del “Signore degli anelli”. Ho storybordato tutte le scene d'azione più complesse, che andavano studiate prima delle riprese, dalla corsa delle quadrighe alla battaglia navale, quando la nave di Ben-Hur si spezza e viene affondata. Come nel film del 1959, la corsa delle otto quadrighe è stata girata dal vivo».

Lei ha una lunga esperienza, ma cosa ha appreso con questo film?

«Ho 50 film alle spalle, tutto quello che dovevo apprendere ormai l'ho imparato. Però veder lavorare una persona come Jim Rygiel, a quei livelli, ti insegna sempre qualcosa. Abbiamo condiviso l'ufficio, a Cinecittà e Matera, per tre mesi. Si è creato un bellissimo rapporto umano, non solo professionale. Una vera amicizia, ci sentiamo per email e per telefono. A Los Angeles andrò a trovarlo».

Ha lavorato con molti registi. Con chi si è trovato meglio? E quale film ricorda con maggior piacere?

«La maggiore soddisfazione personale l'ho avuta con "Le Crociate" di Ridley Scott, perché lavoravo per un mio mito. Anche "Third Person" di Paul Haggis, un genio. Ecco, con questi mostri sacri c'è sempre da imparare. Con Paul sono rimasto sempre in contatto. Ora aspetto che parta il suo nuovo progetto, una trilogia fantasy dalla collana di libri "The Ranger's Apprentice"».

Un altro film a cui ha lavorato con i suoi storyboard è "Wonder Woman" di Patty Jenkins, con la Miss Israele, Gal Gadot.

«Uscirà a giugno 2017. Altra bellissima esperienza, mi sono diviso tra ufficio e set, mentre disegnavo giravano. Ho illustrato tutte le scene di azione, come il combattimento delle Amazzoni. Con Patty Jenkins, già regista di "Monster", mi sono trovato subito. È molto brava, simpatica e affabile».

Un rapporto speciale è quello con Alessandro Siani.

«"Mister Felicità" è il terzo film insieme. I tre mesi di lavoro con lui, la primavera scorsa, sono stati un divertimento più che un impegno. Ci facciamo grandi risate. E Alessandro mi ripete sempre che far ridere un comico è la cosa più difficile».

Quale percorso consiglierebbe a un giovane che sogni di fare il suo mestiere?

«In Italia non saprei quale scuola consigliare. Io sono totalmente autodidatta, dopo il diploma al liceo artistico ho imparato da solo e sul campo, spinto dalla grande passione per il disegno e per il cinema. Ho visto tantissimi film, imparando a sezionare il linguaggio della narrazione cinematografica. Negli Stati Uniti ci sono ottime scuole. Ecco il primo consiglio è acquistare il biglietto aereo».

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