Donzelli: «I miei disegni per il nuovo film di Siani»

Il teramano che vive a Hollywood autore di storyboard per grandi come Scorsese «Nel “Giorno più bello del mondo” ho creato una Napoli diversa da Gomorra»
Il 31 ottobre uscirà il film di Alessandro Siani “Il giorno più bello del mondo” e anche per questo suo quarto titolo da regista il comico napoletano ha voluto accanto a sé per gli storyboard il disegnatore teramano Cristiano Donzelli. A sua volta regista di cortometraggi, videoclip e spot, nonché illustratore e autore di storie a fumetti, Donzelli è richiestissimo come storyboard artist, soprattutto all’estero. A Los Angeles è di casa. Vi soggiorna per mesi lavorando alle grandi produzioni, ultimamente anche per prodotti destinati alle piattaforme come “Bird Box” del Premio Oscar Susanne Bier per Netflix. In Italia, dove prevale ancora la dimensione artigianale del cinema su quella industriale, pochi registi fanno disegnare la sceneggiatura prima di passare alle riprese per vedere sulle tavole come realizzare al meglio ogni scena, specie se sono previsti effetti speciali in post produzione. Donzelli ha collaborato con le sue tavole a tante produzioni straniere, “Gangs of New York” di Scorsese, “Wonder Woman”di Patty Jenkins, “Le Crociate” di Ridley Scott, “Third Person” di Haggis. In Italia, dove Donzelli ha preparato storyboard tra gli altri per “Educazione siberiana” di Salvatores, Siani è uno dei pochi registi che vogliono i disegni prima di girare. Per lui l’autore teramano ha firmato gli storyboard di “Il principe abusivo”, “Si accettano miracoli”, “Mister Felicità”.
«Per “Il giorno più bello del mondo” Siani mi ha chiamato già nella primavera 2018. Non aveva nemmeno la sceneggiatura pronta», racconta al Centro, Cristiano Donzelli, da qualche mese a Budapest dove resterà fino a Natale per lavorare agli storyboard di “Halo”, film che uscirà nel 2021 per il 20ennale del videogame di culto. «Ero appena tornato dagli Stati Uniti. Siamo stati a pranzo e nei due giorni passati a Napoli ci siamo confrontati. Gli ho dato anche dei suggerimenti sulla struttura del racconto che lui ha ascoltato, riscrivendo la sceneggiatura. Nel film ci sono alcuni effetti speciali, su cui ho lavorato. In particolare, uno dei due piccoli protagonisti è un bambino magico, ha poteri telecinetici. Da realizzare in post produzione e quindi Siani voleva controllare tutto prima attraverso i miei disegni. Si fida molto dei miei consigli, fin dal primo film».
Il personaggio di Siani è Arturo Meraviglia, impresario squattrinato che riceve un'eredità. Si illude di salvare l’impresa di avanspettacolo che rese famoso il padre. Ma accettare l’eredità vuol dire occuparsi dei piccoli Rebecca e Gioele, che non parla ma riesce a muovere gli oggetti. Arturo pensa che le magie del bambino possano salvare lui e il teatro dal tracollo. «È il classico film di Natale, anche se hanno preferito anticipare l’uscita. È una commedia fiabesca. La Napoli di Siani è una città oleografica e favolistica, come lui vorrebbe che fosse. Molto diversa dalla Napoli di “Gomorra”, o di “5 è il numero perfetto” di Igort e “L’immortale” di Marco D’Amore (uscita il 5 dicembre, ndr), film a cui ho collaborato coi miei disegni».
Lavorare agli storyboard del film di Igor Tuveri, dalla sua omonima graphic novel, ha significato confrontarsi con un altro disegnatore, uno degli autori preferiti di Donzelli. «Igort è una persona squisita, con una cultura cinematografica pazzesca. Anche nel suo film c’erano scene complicate e la produzione gli ha consigliato uno storyboardista. Scattata subito la scintilla, ci siamo intesi alla perfezione. Mi ha delegato a illustrare tutto ciò che nel film era azione. Poi mi ha anche chiamato a vedere il montaggio. Era il suo primo film, ma è stato uno squarcio di novità nel cinema italiano, a livello narrativo e visivo. Igort è intriso di cinema asiatico e viene da una cultura dell’immagine e del colore. Nel film si vede chiaramente».
Anche per gli storyboard dell'esordio di Marco D’Amore, lo spin-off da “Gomorra” su “Ciro l’Immortale”, l’illustratore teramano ha fatto sopralluoghi nella Napoli più degradata.
«Sono stato nei luoghi iconici della serie, luoghi della malavita e del degrado come Le Vele di Scampia. Ciò che si vede nella serie è davvero così. Marco D’Amore, simpaticissimo e bravo, aveva già diretto delle scene di “Gomorra". In questo suo primo film c’erano scene complesse da controllare sulle tavole prima di girare, come la scena del terremoto in cui il piccolo Ciro rimane sotto le macerie riuscendo a salvarsi».
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