Dopo 70 anni “Lassie torna a casa” La versione 2021 sul grande schermo

Dal 10 giugno il cane più famoso del mondo di celluloide in una storia ambientata ai giorni nostri Lunga la selezione per trovare il collie uguale a quello del 1943 e le sue necessarie controfigure
Un vero e proprio mito del passato si riaffaccia, dopo quasi 70 anni, sul grande schermo e con lo stesso titolo: “Lassie torna a casa”. Il film del 1943 era diretto dall’esordiente Fred McLeod Wilcox e aveva un’anima molto americana; quello di oggi, in sala dal 10 giugno con Lucky Red, a firma di Hanno Olderdissen, ha invece il cuore in Europa, esattamente in Germania.
A parte questo, ovviamente è sempre il collie il protagonista, ovvero il pastore scozzese dal pelo lungo e muso affilato, ed è anche lo stesso il romanzo del 1940 di Eric Knight a cui è ispirato il brand. Questa nuova versione, ambientata nell’odierna Germania, ripropone una Lassie alle prese con un lungo viaggio per ritrovare il padroncino Florian (Nico Marischka), che è stato costretto ad abbandonarla quando il padre, rimasto senza lavoro, si è dovuto trasferire con tutta la famiglia in una casa più piccola. Il cane viene così affidato temporaneamente al conte Graf von Sprengel (Matthias Habich), in partenza per il Mare del Nord con la nipotina Priscilla (Bella Bading). In casa del conte Lessie subirà però angherie dal custode Hinz (Christoph Letkowski), un balordo reso quasi un fumetto nel film di Olderdissen, che la costringerà a fuggire per mettersi alla ricerca del suo padroncino, in un incredibile viaggio attraverso la Germania. Ma chi interpreta questa volta il cane più famoso della storia del cinema che ha una stella addirittura sulla Walk of Fame di Hollywood? Va detto intanto che c’è stata una lunga ricerca a livello internazionale, ma poi per fortuna la cosa è finita nelle mani di Renate Hiltl, proprietaria del Ranch “Animali per il Cinema” in Alta Baviera. «Sono diventata addestratrice di animali per il cinema proprio perché ho visto il film Lassie da bambina», ha spiegato in un’intervista. Così, un anno e mezzo prima delle riprese, Renate aveva già trovato come candidati tre giovani collie tra Europa e Stati Uniti. E tutti con la tipica macchia bianca sul muso che corrisponde esattamente alla nostra idea di Lassie. Insomma, un casting canino vero e proprio che ha ridotto la rosa a Bandit, Bailey e Buddy. Bandit era l’esemplare sicuramente più dotato per tre motivi precisi che si riducono ad uno: la vanità. Un cane funziona al cinema solo quando ama stare al centro dell’attenzione. Ed era il caso di Bandit, usato nel 90% delle scene del film, mentre Bailey e Buddy sono apparsi nel restante 10%. E non finisce qui. Bandit ha avuto anche le sue controfigure, il suo stunt-dog. «Bandit», spiega Renate Hiltl, «ha 2 macchie bianche sulla schiena che dovevano essere camuffate con il trucco prima di ogni scena affinché risultasse identico alle controfigure». Non è mancato lo styling dei collie durante le varie fasi di questa grande avventura: «All’inizio Lassie è un cane ben curato e spazzolato, ma durante il viaggio il suo mantello diviene man mano più trasandato e sporco. Perciò il cane veniva truccato in ogni location».