Dopo l’Ariston, Allevi in tour: “Piano solo” fa tappa a Pescara

13 Febbraio 2024

Il musicista è tornato sul palco dopo due anni di lotta durissima con la malattia «Suonerò di nuovo e con tutta l’anima, non potendo più contare sul mio corpo»

PESCARA. «Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più». Così il maestro Giovanni Allevi sul palco dell’Ariston ospite della seconda serata del Festival di Sanremo.
La sua esibizione è riuscita a toccare il cuore del pubblico a casa e nella sala che, dopo l’ascolto di “Tomorrow”, è esplosa in un’emozionante standing ovation. Una terribile malattia, il mieloma multiplo, ha costretto il musicista ascolano a ritirarsi dalle scene per potersi curare e ora, a due anni dall’ultimo concerto a Vienna, Giovanni Allevi, uno dei più importanti compositori contemporanei, torna a far sognare il pubblico inaugurando il Piano Solo tour, un tour di 27 tappe che lo vedrà protagonista del teatro Massimo di Pescara il 25 febbraio alle 18. Ad attenderlo il tutto esaurito per quella che sarà un’esibizione ricca delle emozioni che Allevi è in grado di esprimere attraverso la sua musica. Nella scaletta, basata sul suo ultimo album, “Estasi”, non mancheranno alcuni dei suoi brani più celebri come “Back to Life”, che omaggia il ritorno alla vita e l’importanza di concederle sempre una possibilità, “Our Future” come riflessione sul destino del nostro pianeta, “Kiss Me Again”, che attraverso un suono vivace e leggero richiama il significato della rinascita da un periodo buio, “Secret Love” che grazie alla sua melodia dolce rappresenta un vero e proprio inno all’amore, “Come sei veramente”, uno dei suoi brani più famosi, che con una melodia malinconica e passionale riesce a toccare le corde di tutti , “Go With The Flow” ovvero vivi il tuo tempo, segui il flusso e lasciati trasportare dagli eventi e “Tomorrow” domani, affinché ci sia per tutti un giorno migliore. «All’improvviso mi è crollato tutto», ha raccontato il pianista al Festival trattenendo l’emozione, «non suono più il pianoforte davanti a un pubblico da quasi due anni. Nel mio ultimo concerto a Vienna il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello. Poi è arrivata la diagnosi pesantissima. Ho guardato il soffitto con la sensazione di avere la febbre a 39 per un anno consecutivo. Ho perso molto, il mio lavoro, i capelli, ma non la speranza e la voglia di immaginare, perché era come se il dolore mi porgesse anche dei doni inaspettati. Mi ricordo che a uno dei miei ultimi concerti ci rimasi male nel vedere una sedia vuota tra il pubblico, eppure oggi, dopo la malattia non so cosa darei per suonare davanti a 15 persone. Per dare forza e speranza a coloro che lottano con la sofferenza suonerò di nuovo il pianoforte e, non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima».