Downton Abbey alla Festa di Roma il film corale dalla serie cult

20 Ottobre 2019

ROMA. «In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignità, è rassicurante rifugiarsi nell'epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori». Parola...

ROMA. «In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignità, è rassicurante rifugiarsi nell'epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori». Parola di Jim Carter, interprete di uno dei personaggi più amati del racconto, il maggiordomo Carson, che ritroviamo nella trasposizione cinematografica/sequel diretta da Michael Engler della serie brit cult, al debutto italiano nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma e in sala dal 24 ottobre.
Tornare insieme «è stata come una grande riunione di famiglia, ’come se non ci fossimo mai lasciati. Rifare tutto per il grande schermo è stato un privilegio, come l'accoglienza che stiamo ricevendo» spiega Michelle Dockery (l’indomita Lady Mary Talbot) e non è escluso che il racconto prosegua. «C’è fra noi la febbre per un nuovo sequel, chi lo sa», aggiunge l'attrice. «Se la gente continua a mantenere il proprio entusiasmo, un altro film è possibile». La trasposizione sta confermando l’affetto globale per la serie che in 6 stagioni, dal 2010 al 2015, ha raccontato vite, amori, cambiamenti, fra pace e guerra, dal 1910 al 1926, degli aristocratici Crawley, guidati da Robert, Conte di Grantham (Hugh Bonneville) e della loro numerosa servitù, in un maniero nello Yorkshire. Il film, che riprende più o meno da dove la serie aveva lasciato il pubblico, a fronte di un budget di 41 milioni di dollari ne ha già incassati nel mondo oltre 156. La storia, tra ironia e più linee di racconto incrociate, prende il via con una lettera da Buckingham Palace, che annuncia ai Crawley la visita a Downton Abbey di Re Giorgio V (Simon Jones) e la Regina Mary (Geraldine James). Un arrivo che nella famiglia fa prevedere, tra le tante conseguenze, un nuovo scontro, per una questione di eredità, fra la contessa madre Violet (la sempre straordinaria Maggie Smith) e sua cugina, Maud (Imelda Staunton) dama di compagnia della regina. E tra la servitù la notizia porta due terremoti: il ritorno temporaneo come maggiordomo di Carson (Carter), che era andato in pensione al posto del promosso Barrow (Robert James-Collier) e la “presa di potere” sui preparativi, del personale dei reali. Tra attentati, figli segreti e amori, il racconto si snoda con la consueta classe.