Due mesi di cinema ed eventi per raccontare la montagna

18 Settembre 2022

All’Aquila da domani fino al 26 novembre incontri e proiezioni a ingresso gratuito Tra gli ospiti il regista Daniele Vicari e il fonico aquilano Alessandro Palmerini

L'AQUILA. Arte e cinema per raccontare la montagna. Torna da domani fino a sabato 26 novembre il Festival del Gran Sasso, ottava edizione, la prima in versione "cittadina". Proiezioni e incontri attraverseranno L'Aquila per oltre due mesi di eventi a ingresso gratuito dedicati al Gran Sasso, alla montagna, all'alpinismo e ai temi ambientali. La manifestazione, che rientra nel cartellone dell’Aquila Film Festival, è finanziata dal Ministero della Cultura e dal Comune dell’Aquila con i Fondi Restart.
Numerosi gli ospiti che si alterneranno tra l’Auditorium del Parco, la sede del Ca dell’Aquila e il Palazzetto dei Nobili: tra gli altri gli alpinisti Pierluigi Bini e Annalisa Fioretti, gli scrittori Antonio Massena e Roberto Mantovani e i registi Carlo Cenini, Enrico Tavernini, Francesca Borghetti e Daniele Vicari. Proprio Daniele Vicari aprirà la manifestazione stasera all’Auditorium del Parco, presentando alle 21 il suo film L’orizzonte degli eventi, girato nel 2005 tra Campo Imperatore, L’Aquila e i laboratori del Gran Sasso; a ricordare quelle settimane di riprese, oltre a Vicari, interverrà anche il fonico aquilano Alessandro Palmerini, allora un giovane professionista alle prime armi, e l’aquilano Marco Tobia, dipendente dei Laboratori Infn che seguì la troupe all’interno del prestigioso centro di ricerca. Con questa proiezione il Festival del Gran Sasso prosegue nel suo impegno di riproporre e ricordare ogni anno i tanti film ambientati sulla montagna più alta e più bella degli Appennini.
Martedì sarà dedicato all’esplorazione e all’alpinismo con due proiezioni: This mountain life di Grant Baldwin (alle 18.30 all’Auditorium) con due protagoniste pronte a scoprire i paesaggi selvaggi delle Cost Mountains del British Columbia e il toccante L’ultima vetta (ore 21) che propone uno sguardo originale sulla drammatica storia di Tom Ballard e di sua madre Alison Hargreaves, deceduti a distanza di anni l’uno dall’altra sull’Himalaya. Negli incontri successivi il Cai L’Aquila ospiterà Carlo Cenini, Enrico Tavernini, Antonio Massena, Roberto Mantovani e il giornalista Luca Calzolari per la proiezione del misterioso Chiedilo a Keinwunder (il 28 settembre alle 18) sulla figura dell’alpinista-non-alpinista trentino e per una discussione sul tema di come è stata e di come viene oggi raccontata la montagna attraverso il cinema. Con l’occasione Luca Calzolari presenterà il suo documentario breve Mountain Lockdown (martedì 11 ottobre).
Il Festival del Gran Sasso tornerà a parlare di alpinismo con Pierluigi Bini, Stefano Ardito, Fabrizio Antonioli e Vincenzo Brancadoro, presidente Cai L’Aquila, con L’uomo che accarezza la roccia e, successivamente, il drammatico The alpinist, uno spirito libero (venerdì 11 novembre). Il penultimo appuntamento, venerdì 18 novembre al palazzetto dei Nobili, riguarderà il tema dell’ambiente: in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Atmosfera dell’Università dell’Aquila si parlerà delle conseguenze del riscaldamento globale sui ghiacciai e sull’ambiente. La chiusura, sabato 26 novembre all’Auditorium del Parco, sarà riservata all’alpinismo al femminile con la presenza della regista Francesca Borghetti e la proiezione del suo film Climbing Iran incentrato sulla figura di Nasim Esqhi, iraniana che ha affrontato tabù e divieti pur di dedicarsi all’arrampicata ed è poi arrivata ad aprire numerose vie in tutto il mondo, Italia compresa. Sarà la prof aquilana Giusi Pitari a fare gli onori di casa.