E Giusy vuole spiazzare il pubblico: «All’Ariston porto una nuova me»

22 Gennaio 2022

ROMA. «Ho aspettato 2 anni, ma ora è tempo che “Cortometraggi” veda la luce». Giusy Ferreri, a 5 anni da “Girotondo”, è pronta a rimettersi in gioco, come ama fare da sempre, con una veste sonora...

ROMA. «Ho aspettato 2 anni, ma ora è tempo che “Cortometraggi” veda la luce». Giusy Ferreri, a 5 anni da “Girotondo”, è pronta a rimettersi in gioco, come ama fare da sempre, con una veste sonora nuova, nuovi spunti, nuove idee. «Il disco era pronto da parecchio, ma c’è stata la pandemia, lo stop di tutto e allora ho voluto attendere tempi migliori anche per poterlo presentare live. È passato un anno, ne sono passati due... ora, anche se la situazione non è quella che speravamo, lo pubblico perché ho voglia di far sentire cose nuove». “Cortometraggi”, che esce il 18 febbraio, subito dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Miele”, è il suo 6° album di inediti. «Il titolo», spiega la cantante, «nasce dai miei concerti. Ogni brano è un piccolo viaggio musicale, racchiude concetti, situazioni, stati d’animo dai sapori e atmosfere differenti. Insomma, volevo un disco che suonasse come i miei live». È grazie a “Cortometraggi” che Giusy Ferreri è tornata all’Ariston. «Non mi piace partecipare tanto per farlo, senza che ci sia un progetto alle spalle», spiega l’artista che si è affidata a compagni di lavoro ben rodati. Il brano, infatti, è scritto da Federica Abbate, Davide Petrella e da Takagi e Ketra, ideatori di “Amore e Capoeira”, “Jambo”, “Shimmy Shimmy” che l’hanno incoronata regina delle hit estive. «Loro 2 mi hanno permesso di andare oltre la mia vena malinconica e introspettiva. Per questo brano ho chiesto di provare a vedermi in una dimensione diversa, più invernale. Un pezzo più da baita di montagna che da chiosco in riva al mare». Il risultato è un pezzo più acustico, un po’ folk, di sapore retrò. Nella serata delle cover Giusy interpreterà “Io vivrò (Senza te)”, di Lucio Battisti. «Un brano tra i più belli ed espressivi della musica italiana. Ho subito immaginato la presenza di Andy dei Bluvertigo per fondere la magica atmosfera dei synth e un viaggio nel tempo».