Ecco “Chiedo i danni” l’irresistibile satira di Grazia Scuccimarra

ISOLA DEL GRAN SASSO. Il teatro polemico e satirico di Grazia Scuccimarra stasera a Fano a Corno. L’attrice, autrice e regista teramana porta in piazza (ore 21) nella piccola frazione di Isola del...
ISOLA DEL GRAN SASSO. Il teatro polemico e satirico di Grazia Scuccimarra stasera a Fano a Corno. L’attrice, autrice e regista teramana porta in piazza (ore 21) nella piccola frazione di Isola del Gran Sasso il suo più recente monologo “Chiedo i danni”. Organizza il Comune di Isola.
“Chiedo i danni”, scritto, diretto e interpretato dalla mattatrice abruzzese, è il 26° spettacolo di una lunga e brillante carriera teatrale iniziata nel 1979 con l’opera prima “Successo”. Carriera costellata di premi e riconoscimenti e di presenze in teatri e piazze di tutta Italia e all’estero. Lo spettacolo più famoso e ancora molto richiesto di Grazia Scuccimarra, “Noi le ragazze degli anni '60”, ha avuto oltre duemila repliche, un record per il teatro italiano di cabaret. “Chiedo i danni” è uno spettacolo pungente, con l’inconfondibile carica comico-satirica tipica dei lavori di Scuccimarra. I temi cari all’artista teramana ci sono tutti: la politica, la società, il lavoro, il linguaggio, i vecchi e i giovani, la scuola, un mondo quest’ultimo molto familiare a Grazia Scuccimarra, che, dopo la laurea in Giurisprudenza all'università La Sapienza di Roma, è rimasta a vivere nella capitale, dove ha insegnato per un trentennio diritto ed economia negli istituti superiori. Con “Chiedo i danni” Grazia ha riempito il teatro Comunale della sua Teramo il 31 gennaio del 2014, prima di portare lo spettacolo in giro in tutta Italia.
Puro teatro di parola, lo spettacolo è un j’accuse contro la classe politica italiana, ma non solo. «Ci vorrebbe una class action di tutti noi cittadini nei confronti di una classe dirigente che ci ha fregato alla bell’e meglio», spiega Scuccimarra. «Ma tutti siamo coinvolti in una responsabilità collettiva. Tutti abbiamo colpa dello sfascio economico e morale». Intanto l’autrice sta scrivendo il suo 27° copione: «Sarà pronto tra un annetto. Il titolo? Vista la situazione, mi vengono in mente solo titoli drammatici!».
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