Ecco “La natura delle cose”: lo sguardo di Stampone dal Monte Bianco alla Maiella

CITTÀ SANT’ANGELO . «Il paesaggio è oggi l’iconografia giusta, erotica, cool. Il contatto tattile con la natura, il ritorno al disegno en plein air mentre il mondo va verso la realtà artificiale,...
CITTÀ SANT’ANGELO . «Il paesaggio è oggi l’iconografia giusta, erotica, cool. Il contatto tattile con la natura, il ritorno al disegno en plein air mentre il mondo va verso la realtà artificiale, sono responsabilità dell’artista. Io voglio tornare alla natura, alzare gli occhi e guardare oltre lo schermo di un cellulare. Guardare il Gran Sasso è una possibilità, la stessa potenza, se non superiore, della Tour Eiffel, del Moma o altro tempio dell’arte. Con la differenza che la nostra montagna non può essere imitata».
Così Giuseppe Stampone (Cluses, 1974) alla presentazione in anteprima alla stampa del suo nuovo progetto artistico “La natura delle cose” – progetto vincitore del Pac2021 Piano per l’arte contemporanea, promosso dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura – in mostra da oggi (opening ore 18) al 6 agosto nelle sale del Museolaboratorio - Ex manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo.
Il lavoro si compone di una sessantina di opere tra fotografie, disegni, una installazione video (con la partecipazione di Maria Crispal) e una postazione archivio. Opera pensata per stimolare una riflessione sul paesaggio e sul «posto» che l’uomo occupa rispetto al pianeta in cui vive, il tema della montagna e quello dell’emigrazione, «altro tema di cui sono figlio», ha raccontato Stampone, che vive e lavora tra Teramo, Bruxelles e Roma. Perciò Gran Sasso, Maiella e Monte Bianco, le montagne della sua vita, «un modo per tornare a respirare e salvarsi». La mostra è curata da Enzo De Leonibus (Spoltore,1954), direttore artistico del Museo Laboratorio, luogo da dove è partita l’avventura artistica di Stampone. «Sono doppiamente felice», dichiara l'artista, «per aver vinto nella mia terra, l’Abruzzo, un punto fermo di arrivo e di ripartenza, il posto più giusto per rappresentarmi. La prova», sottolinea, «di come il local diventi global». «Bisogna tornare all’esperienza empirica della natura, all’atto intimo di fare arte contro la velocità di internet, raccontare attraverso piccole storie». «Le foto in mostra sono state fatte in alta quota. Il bello», racconta, «è che tutto è stato fatto tenendo ben presente il senso e la storia di questo luogo, il Museo Laboratorio diretto fin dal 2000 da De Leonibus, la sua opera più grande in assoluto, uno spazio indipendente gestito da un artista per gli artisti, aperto alla sperimentazione e alle relazioni in coraggioso anticipo sui tempi e che merita il dovuto riconoscimento», dice Stampone. E domani, con inizio alle 16 negli spazi del Museo Lab è in programma una giornata di studio con Stampone e De Leonibus, “Welcome to Abruzzo/Dal Gran Sasso alla Maiella”. Performance “Leziebalbuzie” di Bruna Esposito. Partecipano Rossella Farinotti critica d’arte; Francesca Guerisoli direttrice Mac Lissone, Ida Quintiliani, storica dell’arte.