Ecco “Sub Tutela Dei” per conoscere Livatino il magistrato beatificato

10 Marzo 2023

Arriva la mostra che racconta l’uomo, il giudice, l’esempio Fino a maggio sarà a Chieti, Avezzano, Pescara e Teramo

PESCARA . “Sub tutela Dei”, sotto la protezione di Dio, il motto con cui fin da giovane Rosario Angelo Livatino siglava quotidianamente il suo diario. Una vita vissuta donandosi interamente all’ideale del bene comune, giustizia, libertà. Vita spezzata troppo presto quella del magistrato Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, aveva 37 anni. Ancora prima dell’eco degli attentati ai colleghi Falcone e Borsellino e agenti della loro scorta per mano di Cosa nostra.
Livatino eroe senza modello, un esempio elevato di lotta incisiva e intelligente al sistema mafioso, una figura luminosa, ideale interlocutore al cuore dei giovani. Da queste premesse nasce la mostra del Csv Abruzzo Ets dedicata al magistrato agrigentino, “Sub Tutela Dei – Rosario Livatino, l’uomo, il giudice, l’esempio” che da marzo a maggio fa tappa, nell’ordine, a Chieti (21-31 marzo, museo Barbella), Pescara (12-19 aprile, Aurum), Avezzano (22 aprile - 3 maggio, sala Montessori), Teramo (6-14 maggio, sala espositiva comunale). Allestita per il Meeting di Rimini la scorsa estate, la mostra è promossa da Libera associazione forense, Centro studi Rosario Livatino, Centro culturale Il Sentiero.
«Una mostra non per celebrare né ricordare, ma per far conoscere al grande pubblico la splendida figura di Rosario Livatino, un esempio di normalità», come ha affermato il presidente Csv Abruzzo, Casto Di Bonaventura, durante la presentazione avvenuta ieri nella sala giunta del Comune di Pescara, presenti il sindaco Masci, l’assessore alla cultura Maria Rita Carota; Giancarlo Di Vincenzo prefetto di Pescara; Angelo Mariano Bozza, presidente Tribunale di Pescara; Tiziana Venditti, dell’Ufficio scolastico di Pescara; Riccardo Bàrbera comandante provinciale dei carabinieri di Pescara. La mostra su Rosario Livatino, santificato nel maggio 2021, prevede un percorso diviso in cinque stanze con testi, video, immagini e un audio rievocativo. La prima stanza è introdotta da una poesia di Davide Rondoni ed evoca l’agguato e l’uccisione. La seconda stanza è dedicata alla formazione personale di Livatino e al contesto sociale e umano in cui è cresciuto e vissuto. Nella sua biografia sono sviluppati temi centrali quali:l’educazione familiare, in Azione cattolica ed in parrocchia; il contesto storico in cui è vissuto, con particolare riguardo alla presenza mafiosa; la sua profonda religiosità e la sua grande umanità, che lo portavano ultimamente a rispettare sempre e comunque anche i peggiori malviventi, senza ombra alcuna di giustizialismo. In un video diverse persone, soprattutto parenti e amici, condividono i loro personali ricordi di Rosario Livatino. La terza stanza gli è dedicata in qualità di giudice. Tramite pannelli, immagini e un video si dà anzitutto enfasi alla sua concezione del magistrato quale operatore di giustizia. Vengono inoltre spiegati il particolare contesto storico-criminale entro il quale Livatino era chiamato ad operare e il contesto normativo allora esistente, quando le armi a disposizione degli inquirenti per combattere la malavita in genere, e la mafia in particolare, erano ancora piuttosto spuntate, mancando strumenti fondamentali. Si esplicita infine come al difficile contesto sociale e alla scarsità di mezzi egli abbia risposto mettendo tutta la sua intelligenza, la sua passione, il suo impegno e il suo estremo rigore professionale nella ricerca della verità e della giustizia, al servizio del bene comune, tanto da attirare l’attenzione dei mafiosi, che decisero di eliminarlo. Nella quarta stanza si tratta del martirio e della beatificazione di Livatino e, con l’occasione, si fa riferimento anche a Piero Ivano Nava, una persona che è stata testimone chiave nei processi per l’assassinio del giudice e che, avendo scelto di testimoniare contro la mafia, ne ha avuto la vita sconvolta ed è tuttora costretto a vivere sotto copertura. Nella quinta stanza si da atto dell’eredità lasciata da Livatino, il ruolo della Chiesa nella resistenza alla mafia, un video di testimonianze di chi lo ha conosciuto e incontrato.