Elisa Di Eusanio a “Storie”: faccio l’infermiera a “Doc” e mi batto per gli animali

6 Giugno 2023

L’attrice teramana si racconta: «Non sono una diva da copertina Al mio primo provino andai con un look eccentrico e feci bingo»

Sono iniziate le riprese di “Doc 3”, la serie Rai con Luca Argentero. E ci sarà anche Elisa Di Eusanio, attrice teramana che impersona la caposala Teresa. Ma Di Eusanio non è soltanto un’attrice: attivista in difesa degli animali, ribelle all’industria zootecnica e convinta vegana. «Gli animali soffrono e questa consapevolezza mi ha cambiato la vita completamente», racconta Di Eusanio che ha portato in scena, con le braccia insanguinate, anche la vita all’interno di un mattatoio. È proprio Di Eusanio un’altra ospite di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete8 in collaborazione con il Centro in onda stasera alle ore 21 per la regia di Antonio D’Ottavio.
Un’attrice, quando va in giro, a passeggio o a fare la spesa, cosa guarda delle persone?
«Guardo tutto e trascorro tantissimo tempo a guardare gli altri per strada. E poi io prendo la metropolitana, l’autobus, vado al forno, porto a spasso i cani come una scappata di casa: osservo le posture, le mani, gli occhi, come parlano le persone, come portano il carrello della spesa, che voce hanno. Sono un radar e questo mi serve tantissimo nel mio lavoro: se perdessi la curiosità verso l’altro toglierei tantissimo al mio essere attrice».
Ma è una che si fa i film sulle vite degli sconosciuti che incontra per strada?
«Immagino tutto: cosa mangiano, che tipo di odore hanno, che lavoro fanno, mi invento la loro famiglia o le loro solitudini: mi faccio certi film infiniti sugli altri».
E secondo lei, quando la gente incontra proprio lei, cosa pensa? Che film si fa?
«Secondo me rimangono sorpresi o addirittura delusi: quando si parla di attrici, uno pensa sempre di incontrare una diva da copertina, invece, se mi incontri per strada ti viene un colpo. Vivo con i miei cani h24 e, quindi, sono sempre in tuta e sporca di fango e non mi trucco anche perché noi attori dobbiamo truccarci e prepararci tanto per gli eventi ed essere sempre un po’ impeccabili in tante situazioni, quindi nella vita privata non voglio questo tipo di imposizione. Magari di me la gente pensa: ma questa è pazza! Però la cosa più bella che mi sento dire dalle persone che incontro è: “Sei di una semplicità disarmante”».
Essere semplice è un complimento?
«Non lo so, credo che sia un modo di essere: è una scelta perché si aspira di più a occuparsi del proprio essere e non dell’apparire. Invidio tantissimo le donne che sono sempre iper perfette, ma io non sono così: non c’è un giudizio tra meglio o peggio, è semplicemente un modo di essere».
Mi racconta il suo primo provino? Era emozionata?
«Il mio primo provino riguarda il cinema ed è stato per “Come tu mi vuoi” con Wolfango De Biasi, un film che mi ha dato tantissimo: è stato stupendo perché ho avuto un’intuizione immediata sul personaggio e sono andata al provino vestita secondo il mio immaginario: quel look abbastanza eccentrico ha fatto subito bingo. Stranamente ero tranquilla perché mi sentivo in parte e sentivo che quel personaggio l’avrei potuto vincere. Poi però, negli altri provini, quella spensieratezza l’ho persa. All’epoca ero più spavalda».
E i no fanno male?
«I no fanno sempre male: il nostro lavoro è bastardo perché è basato sul giudizio di qualcun altro e i no arrivano inevitabilmente come degli tsunami in quanto sei stato messo in discussione e non sei piaciuto. Ma con l’esperienza ci si rende conto che ci sono anche dei no che si possono anticipare: oggi mi rendo conto in anticipo quando non vincerò un provino e capisco e a razionalizzo che non dipende da me: scegliere un attore o un’attrice per un film dipende da migliaia di variabili: è una questione di incastri».
“Doc”, una serie particolarmente fortunata: come ci è finita a “Doc”?
«Questo è un mistero. Ho fatto il provino con il regista Jan Maria Michelini e pensavo: ma figurati se prendono me per un una serie Rai, in prima serata, prodotta dalla Lux vide. Mi dicevo: io sono un’attrice outsider, cercano tutte magroline e perfettine, ma dove vado io che sono una pazza? Invece, durante il provino ho sentito che c’era una buona scintilla e, tempo una settimana, mi è arrivata la chiamata. La mia agente mi ha detto: “Guarda Elisa c’è questo personaggio ma è piccolo”. E io ho accettato: la cosa bella, poi, è stata che durante la lavorazione, sgomitando, hanno iniziato a vedere che il personaggio funzionava e in corsa è stato riscritto il ruolo di Teresa: Teresa è cresciuta e questa è una soddisfazione enorme».
Un’anticipazione sulla terza serie?
«Non posso dire nulla ma gli autori sono bravissimi: sarà una stagione sorprendente con tanti colpi di scena pazzeschi e new entry. Poi, Teresa e Orsacchiotto continueranno le loro peripezie e ne vedrete delle belle. Questa serie ha tutte le carte per essere una bomba».
Teresa è una donna matura che si innamora ancora dopo una delusione: è sempre tempo per innamorarsi?
«Ovvio, ma certo che è sempre tempo per innamorarsi. Innamorarsi è la cosa più bella del mondo: è stupendo perché ci fa sentire vivi e se hai la fortuna di incontrare la tua metà della mela, ti innamori ogni giorno della persona che hai scelto. Ci si innamora anche a 90 anni».
Lei ha recitato anche nella serie “Fedeltà” su Netflix: la protagonista era la pescarese Lucrezia Guidone. Ma lei è fedele?
«Adesso sì, invece, in passato non sono stata fedele e lo dico senza problemi. Quando non si è fedeli significa che c’è qualcosa che non funziona nel rapporto di coppia: probabilmente si è in una fase della vita in cui non si conosce ancora se stessi e si deve ancora esplorare. Io, con il mio compagno Andrea, sono super fedele da dieci anni e non lo tradirei mai: sarebbe come tradire me stessa e non potrei mai immaginare di tornare a casa e guardarlo negli occhi dopo essere stata con un’altra persona. Se dovesse succedere una cosa del genere, vorrebbe dire che la nostra storia non è più la stessa. Prima di Andrea, invece, ero un moto continuo e perpetuo di irrequietezza e l’infedeltà l’ho praticata».