Elisa Maria Boglino, l’arte come ponte tra il Nord e il calore del Mediterraneo

Si inaugura oggi all’Imago Museum la mostra “Da Copenhagen a Roma. Tra due patrie nella pittura” Prima retrospettiva dedicata alla indipendente e coraggiosa pittrice, sarà visitabile fino al 28 luglio
PESCARA. L’Imago Museum aggiunge un nuovo tassello alla ricca collezione di arte contemporanea ospitata nelle sale di Corso Vittorio Emanuele. Da oggi fino al 28 luglio, sarà visitabile la bella e interessante mostra Elisa Maria Boglino da Copenhagen a Roma. Tra due patrie nella pittura, prima retrospettiva italiana dedicata alla pittrice italo-danese.
L’inaugurazione si terrà oggi pomeriggio alle 17,30: presenti il presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio, il sindaco di Pescara Carlo Masci, Marco Nocca, professore all’Accademia di Belle Arti di Roma e curatore della mostra. In rappresentanza della famiglia della pittrice, ci saranno Sarah Boglino e Nica Schmidt. Invitati anche Anders Carsten Damsgaard, ambasciatore di Danimarca in Italia e Charlotte Bundgaard, direttrice dell'Accademia di Danimarca a Roma. Il vernissage di inaugurazione è a ingresso libero. Orari di ingresso alla mostra 10.30/13.30 e 16.00/20, accesso alla mostra con biglietto ordinario.
Nata a Copenaghen nel 1905 da padre toscano e madre danese, Elisa Maioli si forma artisticamente alla Reale Accademia di Belle arti di della capitale scandinava. Giunge in Italia, a Palermo, nel 1925 per studiare l’arte arabo normanna e vi si stabilisce dopo il matrimonio con l’avvocato siciliano Giovanni Boglino. Dagli anni Trenta, espone a Milano, Roma, Berlino, Danimarca. Rimane in Italia fino alla morte, a 97 anni, nel 2002. Fin da giovanissima mostra una forte propensione per l’arte, testimoniata da alcuni precocissimi disegni esposti nella mostra pescarese.
L'esposizione temporanea pescarese riunisce alcuni fondamentali dipinti realizzati negli anni Trenta, esposti alla Biennale di Venezia nel 1930 e nel 1934. Opere caratterizzate da figure ben delineate, colori sommessi e chiaroscuri equilibrati, influenzate da una parte dal rigore nordico e dall’altra dal calore mediterraneo. Alcuni quadri sono soffusi da un forte senso di religiosità, ma le figure sono sempre animate da forte vitalità, in un’affascinante commistione tra espressionismo e spiritualità.
Spicca tra essi Le alienate, dipinto nel 1931, arrivato in prestito dal Mart di Rovereto: una grande tela di forte impatto, dove la rappresentazione della follia nei corpi delle recluse contiene quasi un presagio dei futuri lager. Forte si nota, in questa rappresentazione di donne sofferenti, la tendenza a raffigurare anche il brutto, i corpi imperfetti nei colori scuri e freddi.
Come spiega Nicola Mattoscio nel presentarla, questa mostra arriva in linearità coerente con la via già intrapresa dall’Imago Museum, ovvero la scelta di dedicarsi a una proposta sostenibile per una struttura di piccole dimensioni come quella di Pescara, eppure originale nell’offerta artistica. La collezione dedicata a Boglino, in tal senso, si incastra coerentemente con quelle temporanee già proposte dedicate a Warhol, Beuys e agli espressionisti tedeschi, e ancor più a quelle permanenti dedicate agli espressionisti del gruppo Die Brücke e agli impressionisti scandinavi della scuola di Zahrtmann di Civita D’Antino. Boglino stessa vanta un forte legame con la cittadina della Val Roveto, dove vincerà, nel 1958, il primo premio di pittura Kristian Zahrtmann per il suo Portatrici di pane.
Provenienti da importanti musei e collezioni private, tra cui lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, il Mart di Rovereto, e collezioni private italiane, danesi e tedesche, le opere raccolte all’Imago sono affiancate da una notevole selezione dell'opera grafica dell'artista, in cui è evidente la sua ricerca di un segno primordiale.
La raccolta messa insieme a Pescara offre una finestra affascinante sull’opera di questa artista singolare, che ha saputo creare un ponte tra la cultura nordica e quella mediterranea. Meno conosciuta di quello che meriterebbe sia per la sua arte che per la sua storia di emancipazione femminile, Elisa Baria Boglino fu un’intellettuale versatile e fiera, capace di riunire in sé suggestioni artistiche diverse. I suoi dipinti e disegni, dalla forte carica espressiva, affrontano temi come la condizione femminile, la maternità, la solitudine, l’angoscia, l'amore. Artista indipendente e dalle scelte coraggiose, è stata precorritrice di temi poi sviluppati dal femminismo.
La retrospettiva di Elisa Maria Boglino offre l’occasione di visitare anche le altre esposizioni permanenti, come la documentazione della performance artistica di Mario Schifano, la collezione di pittura figurativa italiana, spagnola e nordamericana del secondo Novecento, quella degli impressionisti scandinavi della scuola di Zahrtmann di Civita D’Antino e ancora degli espressionisti Die Brücke.
Il Catalogo con le schede tecnico-scientifiche è a cura di Marco Nocca, mentre i testi sono di Nicola Mattoscio, Dorthe Aagesen, Marco Bussagli, Giulia Gueci, Marco Nocca, Gabriele Simongini.
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