“Enjoy”, al Chiostro del Bramante l'arte incontra il divertimento

ROMA . Da Calder a Neto, da Tinguely a De Dominicis a Erlich, i protagonisti del '900 e del segno contemporaneo raccontano l'arte come divertimento in una grande mostra allestita dal 23 settembre al...
ROMA . Da Calder a Neto, da Tinguely a De Dominicis a Erlich, i protagonisti del '900 e del segno contemporaneo raccontano l'arte come divertimento in una grande mostra allestita dal 23 settembre al 25 febbraio negli spazi rinascimentali del Chiostro del Bramante. Sculture mobili, installazioni di grandi dimensioni, opere appositamente ideate dagli artisti saranno riunite per indagare quei linguaggi espressivi, spesso provocatori, destinati a portare altrove chi guarda, e sprofondarlo nella dimensione del gioco e dell'eccesso.
Intitolata “Enjoy. L'arte incontra il divertimento”, la rassegna s’inserisce nel percorso programmatico del Dart Chiostro del Bramante, avviato con una mostra di grande successo come “Love. L'arte incontra l'amore”, visitata da circa 150.000 persone, soprattutto giovani. Anche questa volta a cura di Danilo Eccher, l'iniziativa si distingue per la singolarità delle opere selezionate, destinate a suscitare reazioni molto diverse tra loro. Una esperienza che il visitatore potrà ricercare avvicinandosi ai linguaggi e alle poetiche di alcuni tra i più importanti e spiazzanti protagonisti dell'arte contemporanea. Grandi nomi, fra cui figurano Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, teamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, protagonisti del '900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, quello del divertimento, qui inteso nell'accezione etimologica di “portare altrove”, nell'altro da sé. Il perdersi nei meandri dell'arte e dell'inconscio è infatti ciò che accomuna il gesto di tutti gli artisti presenti in Enjoy, le cui opere guideranno il visitatore in un sentiero quasi invisibile, eppure fortemente tracciato, esse stesse rivitalizzate dall'incessante rapporto interattivo e giocoso, dove le diverse percezioni del “fuori da sé” copriranno un ruolo fondamentale. Ecco dunque che in “Enjoy”, partendo dalle straordinarie sculture mobili di Alexander Calder, lo spettatore potrà perdersi nel labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich per poi immergersi (e riemergere) dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed o nei giochi di luci illusorie di TeamLab, che prendono forma e mutano solo a contatto con il pubblico. O essere inseguiti dagli occhi indiscreti e inquietanti di Tony Oursler e trovarsi a contatto con i corpi deformati di Erwin Wurm e così via, di artista in artista, di sala in sala.