“Erosoamore” I disegni erotici di Lucio Rosato

PESCARA. Eros o amore? È su questa paradigmatica alternanza che Lucio Rosato ha giocato la ricerca espressiva di “Erosoamore. Disegni erotici e altri segni 1992”, la mostra temporanea che l'architetto...
PESCARA. Eros o amore? È su questa paradigmatica alternanza che Lucio Rosato ha giocato la ricerca espressiva di “Erosoamore. Disegni erotici e altri segni 1992”, la mostra temporanea che l'architetto pescarese inaugurerà domenica 21 marzo nel suo spazio Usomagazzino, in via Silvio Spaventa a Pescara, dalle ore 19 in poi. Ulteriore avventura all'interno delle forme e del loro possibile, necessario stravolgimento nella direzione dell'essenzialità, questa proposta da Rosato, che dopo più di vent'anni decide di ritornare su di un lavoro privato e giovanile al fine di contestualizzarne e rinnovarne gli esiti grazie all'apertura al pubblico, all'esposizione di ciò che per definizione è precluso dagli sguardi altrui: la felicità panica dei corpi, l'eros.
«In esposizione solo nella giornata di domenica 21», racconta Rosato, «ci saranno 48 disegni tutti dello stesso formato, 21 x 29,7 cm, veri e proprio foglietti “da macchina da scrivere” perduti nel tempo, ritrovati solo qualche mese fa in due cartelline separate, ormai così lontani da me da essere pronti per la condivisone. Segni e disegni attraverso cui ho tentato di indagare il rapporto tra eros e amore nella loro inscindibile appartenenza, ma anche esclusività». Scrive infatti l'artista nella nota di accompagnamento all'invito: «eros o amore / consumato amore / memoria di un amore / di un altro amore / immaginato desiderato / amore se resta / ancora amore. Ho certo giocato con le parole per dare titolo al lavoro, su quella “o” che crea alternanza, ma anche appartenenza di due momenti spesso solo in apparenza slegati. Alternanza che fa riferimento a quel che è stato, a quel che non è stato, al consumato e al recuperato, proprio appunto alla memoria dei segni, e a quella dei corpi. Ricerca che in fondo non fa altro che seguire il gioco della vita».
Un silenzio, dunque, che Rosato vuole restituire all'esistente per il tramite dei segni, segni che costruiscono ambiguità ma anche movimenti capaci di illuminare i territori limite delle situazioni. «Qui», prosegue, «parole e segni camminano insieme verso la definizione conclusiva di un'uguaglianza, non di una differenza: eros è amore, e amore è eros. A ben pensarci, quello che è mutato rispetto a vent'anni fa è proprio tale consapevolezza, seppur instradata su di una ricerca intimamente rimasta fedele a se stessa. Dal punto di vista formale, il mio stile è sicuramente diventato più concettuale: le mie non possono essere definite semplici “figure”, piuttosto la ricerca del loro significato. Tutto adesso è diventato più essenziale».
Contestualmente all'esposizione, Lucio Rosato terrà un intervento inedito che consisterà nel disegnare un segno a terra fatto con semi di girasole, richiamante l'erotismo delle opere esposte e che, come un filo di Arianna, si legherà ad un bosco verde riconducibile a un'altra opera dell'architetto, “Il bosco di Narciso”, installata a Usomagazzino.
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