Esce “Bellavista”, l’album maturo di Imperato: «Preghiera danzante»

30 Gennaio 2018

PESCARA. Un lavoro maturo, in cui il rock si fonde al pop e l’elettronica incontra la world music. E’ “Bellavista”, il nuovo album del cantautore pescarese Domenico Imperato, in uscita il 2 febbraio....

PESCARA. Un lavoro maturo, in cui il rock si fonde al pop e l’elettronica incontra la world music. E’ “Bellavista”, il nuovo album del cantautore pescarese Domenico Imperato, in uscita il 2 febbraio. Anticipato dal singolo “Del Mondo il Canto”, arriva a tre anni dall’album di esordio “Postura Libera” e propone «un calderone di personaggi ai margini, osservati alla lente di ingrandimento». Storie individuali e quotidiane senza tempo, con un occhio rivolto all’attualità.
Premio De André 2014, Imperato racconta il suo nuovo lavoro. «Il primo disco “Postura libera” aveva un suono molto acustico ed etnico, con una scrittura più dilatata che oscillava tra il mondo pop e strutture jazzistiche e risentiva molto dell’influenza delle sonorità del Brasile, dove vivevo. Con “Bellavista” ho rifatto i conti con un bagaglio di suoni e generi che hanno fatto parte del mio percorso musicale» spiega. «C’è una nuova massa sonora più potente, completa e più fedele alla mia curiosità artistica: tante chitarre elettriche, una sezione ritmica più dura e incalzante, l’elettronica, sezioni corpose di fiati, pur mantenendo il calore dei violoncelli, delle chitarre acustiche e delle percussioni. Ho pensato di più alla forma canzone italiana, cercando di confrontarmi con la migliore scuola del passato e attuale».
Il titolo è «preso in prestito da un ristorantino nella campagna pescarese. Il Bellavista è stato per anni un covo di artisti e cantautori locali, ma anche di importanti musicisti nazionali e internazionali di passaggio in Abruzzo. Queste canzoni sono nate proprio nel periodo in cui lo frequentavo. Lì ho conosciuto Francesco Arcuri. Il lavoro di arrangiamento e produzione artistica è stato realizzato in stretta collaborazione con lui. Poi è arrivata una canzone con lo stesso titolo, “Bellavista”, che chiude l’album. Una ventata di vitalità dopo un disco parecchio duro, a tratti rabbioso, dove appare in più occasioni la disfatta, ma anche la voglia di ripartire di slancio».
Il brano a cui dichiara di essere particolarmente legato è il primo singolo “Del Mondo il Canto”: «Una canzone sull’anima e sull’amor fati. Una specie di preghiera danzante che per quasi 2 anni mi è servita da stimolo. Intorno c’è tanta ansia di arrivare, ottenere, godere tutto e subito. Io ho sentito il bisogno di fare un grosso respiro, ripararmi da questa corsa isterica di conquista, godermi un viaggio lento e accettare le sue difficoltà, perché solo così si può veramente sentire il sapore».
Rosa Anna Buonomo